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Riccardo III contemporaneo in scena al Teatro Galli di Rimini giovedì 30

La scena si sposta dal palazzo reale ad una stanza di ospedale. Sul palco Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Eventi Rimini | 12:05 - 28 Gennaio 2020 Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella - Foto di Luca del Pia Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella - Foto di Luca del Pia.

E’ un Riccardo III riletto in chiave contemporanea quello proposto da Francesco Niccolini, che con la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, mette in scena Riccardo 3 (turno D – altri percorsi), trasposizione “meno rassicurante” del grande classico di William Shakespeare, in programma giovedì 30 gennaio (ore 21) al Teatro Galli di Rimini.

L’ambientazione non è quella di un sala da palazzo reale quattrocentesca ma sul palcoscenico tutto è bianco e verde acido, con pareti che ricordano la stanza di un ospedale: un letto, una sedia a rotelle, un grande specchio. Forse ci si trova all’interno di un ospedale psichiatrico o un manicomio criminale e forse si sta per assistere a una terapia sperimentale che porterà un paziente ad affrontare gli orrori di cui si è macchiato. O forse si è proprio dentro la sua mente abitata da incubi e fantasmi. Uno spazio algido dove tutto è fatto della stessa sostanza degli incubi: le vecchie foto, le incisioni sbiadite e le apparizioni, in cui i “forse” sono più delle certezze e governano la messa in scena, gli scambi di ruoli, le ambiguità dei personaggi.

In scena Enzo Vetrano nel ruolo di Riccardo, Stefano Randisi è Lady Anna, ma è anche un sicario, Giorgio di Clarence, Buckingham, Edoardo e Richmond, e Giovanni Moschella nei panni di tutti gli altri personaggi. “Riccardo3 – spiega Francesco Niccolini – è soprattutto una scommessa. Vedere se si può mettere in scena questo capolavoro shakespeariano strepitoso, con una quantità di personaggi immensa solo con tre attori. Tre attori che fanno tutte le parti, compreso le parti femminili. Un manicomio? Si! Un autentico manicomio. Addirittura, direi un manicomio criminale, perché è dentro la stanza di un manicomio criminale che si sviluppa l’azione. Un internato, un medico, un infermiere? Forse due internati e un infermiere? Forse tre internati? Non lo sappiamo. Non lo riusciremo a capire, forse, nemmeno alla fine. Ma attraverso Riccardo III, il criminale protagonista dello spettacolo, si scoprirà delle cose. Che cosa esattamente? Soltanto vedendo lo spettacolo si potrà scoprire”.