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Pennabilli, l'opposizione: "Governo Giannini è chiusura di fabbriche e di relazioni"

Il gruppo consiliare "Nella storia il futuro" risponde a una nota dei simpatizzanti del centrodestra

Attualità Pennabilli | 08:15 - 27 Gennaio 2020 La nota del gruppo consiliare "Nella storia il futuro" La nota del gruppo consiliare "Nella storia il futuro".

Il gruppo comunale di opposizione “Nella storia il futuro” interviene sulla nota inviata da un gruppo di elettori del centrodestra di Pennabilli, che aveva chiamato in causa l'amministrazione comunale precedente, quella appunto formata da persone oggi all'opposizione. Nella nota si evidenzia: "Alcuni dei lavori che si stanno svolgendo sono in parte dovuti al completamento di lavori già iniziati o da progettazioni già avviate proprio dalla precedente amministrazione. Altri sono stati finanziati dalla Regione Emilia Romagna o da enti collegati all’amministrazione regionale, proprio perché il Presidente Bonaccini non ha mai guardato al colore delle amministrazioni comunali, intervenendo dove c’è più bisogno".
All'accusa di pensare solo a cerimonie e inaugurazioni, l'opposizione spiega: "le cerimonie si riferivano alle necessità di proiettare l’immagine di Pennabilli nella realtà provinciale, regionale e nazionale per attirare turisti e attenzioni". Oggi invece "dopo quattro quattro anni di amministrazione Giannini, quella bella immagine di paese vivace ed attivo è andata del tutto persa". L'opposizione accusa l'amministrazione comunale di "chiusura all'esterno", di "difficoltà di relazioni" chiamando anche in causa "le assenze del sindaco Giannini che hanno distrutto quella rete di relazioni così indispensabile a far conoscere Pennabilli fuori dai confini territoriali". Le inaugurazioni invece, rimarca l'opposizione, "erano state fatte dalla precedente amministrazione, soprattutto nelle frazioni, oggi invece completamente abbandonate".
Infine la nota evidenzia "il declino della comunità pennese sotto l'amministrazione Giannini", riportando la riduzione a soli 2699 abitanti nel Comune, con un calo di circa 300 residenti in quattro anni, ma anche "la chiusura di storiche fabbriche, la chiusura di strutture recettive, l’aumento della spesa delle famiglie per la scuola, la difficoltà della fondamentale azione delle associazioni alle quali sono stati ridotti al minimo i contributi comunali, la completa chiusura del dialogo con i giovani che fanno sempre più fatica a relazionarsi con l’Amministrazione comunale".