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Aggredisce moglie col mattarello, il marito confessa: "Sono stato accecato dalla gelosia"

L'indagato, un 40enne albanese residente a Rimini è attualmente recluso al carcere dei Casetti

Cronaca Rimini | 07:30 - 25 Gennaio 2020 Un mattarello, foto di repertorio Un mattarello, foto di repertorio.

E' stato sottoposto a interrogatorio di garanzia il 40enne albanese residente a Rimini e arrestato lo scorso 21 ottobre per l'aggressione tra le mura domestiche della moglie, una connazionale 35enne. L'uomo, assistito dall'avvocato Umberto De Gregorio, ha risposto alle domande del Sostituto Procuratore Davide Ercolani, fornendo la propria versione dell'accaduto e dicendo di aver perso la testa a causa della gelosia. Secondo quanto riferito dall'indagato, che è attualmente recluso al carcere dei Casetti, la donna, al momento dell'aggressione, aveva in mano il suo smartphone e si è rifiutata di dire con chi stesse chattando.  A quel punto il coniuge ha dato in escandescenze, per l'assenza di spiegazioni, e ha impugnato un mattarello. La 35enne ha cercato di difendersi ponendo le braccia a protezione del proprio capo. I fendenti avrebbero potuto provocare la morte della donna, se fosse stata colpita in testa: questa è la conclusione del perito nominato dalla Procura. Per questo il 40enne albanese deve rispondere, oltre che di maltrattamenti in famiglia, di tentato omicidio. In un primo momento infatti era indgato per lesioni aggravate. Il terzo reato imputato al 40enne è il danneggiamento, per la distruzione dello smartphone. E in merito, l'indagato ha detto di aver impugnato il mattarello con l'intenzione non di ferire la moglie, ma di distruggere il telefono cellulare. "Il mio assistito ha capito la gravità dell'atto, che non avrebbe dovuto commettere. Davanti al magistrato ha dimostrato tutto il suo dispiacere. Attendiamo le determinazioni futuri delle procura", ha commentato l'avvocato De Gregorio.