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Uccise l'ex compagna in una "tempesta emotiva": la Cassazione: "Errori logici nel concedere attenuanti"

Processo a Michele Castaldo per l'omicidio di Olga Matei: si terrà un nuovo giudizio in appello

Attualità Riccione | 17:42 - 24 Gennaio 2020 Nel riquadro Olga Matei Nel riquadro Olga Matei.

Nuovo giudizio d'appello sul caso della morte di Olga Matei. Lo ha sancito la Cassazione con sentenza lo scorso 8 novembre, accogliendo il ricorso del Procuratore Generale di Bologna contro la sentenza che condannava Michele Castaldo, l'ex compagno, a 16 anni, con le attenuanti generiche, ritenute equivalenti all'aggravante dei motivi abbietti e futili.  Attenuanti generiche derivate dal riconoscimento di una "soverchiante tempesta emotiva e passionale determinata dalla gelosia". Oggi (venerdì 24 gennaio) sono state rese note le motivazioni della sentenza della Cassazione: vengono evidenziati "errori logici e di evidenti contraddizioni" nella sentenza d'appello. La gelosia, "come le altre situazioni psicologiche integranti 'stati emotivi e passionali', può essere presa in considerazione dal giudice ai fini della concessione delle circostanza attenuanti generiche", spiega la Cassazione, ma il giudice deve "fornire una razionale giustificazione della scelta compiuta". In questo caso i giudici d'appello, ad avviso della Cassazione, hanno prospettato "solo come ipotesi" la riconducibilità dell'omicidio ad un "moto di gelosia", tra l'altro definendo lo stato passionale di gelosia di Castaldo "improvviso e passeggero", evidenziando la durata limitata della relazione esistente tra l'imputato e la vittima (iniziata da poco da poco più di un mese).