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Figli tolti alla madre, ma maltrattamenti non veri: "Nessun caso Bibbiano", attacca l'Ausl

La madre è stata scagionata. L'Ausl: "durante il procedimento giudiziario molti incontri tra lei e i figli"

Attualità Rimini | 16:01 - 23 Gennaio 2020 L'Ausl Romagna interviene sull'indagine che coinvolge due assistenti sociali L'Ausl Romagna interviene sull'indagine che coinvolge due assistenti sociali.

"Nessun caso Bibbiano", attacca l'Ausl Romagna in una nota, commentando la vicenda di una madre riminese che è stata assolta dalle accuse di maltrattamenti verso i figli. Un'assoluzione che ha avuto come conseguenza un'indagine sulle due assistenti sociali dell'Ausl che rischiano di essere processate proprio a causa dei tre anni forzati, di separazione, tra la madre e i figli: in quel lasso di tempo sono stati assegnati a una famiglia affidataria (che è assistita dall'avvocato Francesca Vecchiato e dal dottor Luca Signorini). Nella nota l'Ausl ricorda anzitutto che le due assistenti non sono state rinviate a giudizio, inoltre rimarca: "il coinvolgimento dei servizi dell'Ausl e la segnalazione alle autorità competenti, sono stati conseguenti alla rilevazione, da parte della struttura che accoglieva la madre e i minori, di elementi importanti e significativi a tutela di questi ultimi". Come riportato dal Corriere Romagna, infatti, una pediatra aveva messo nero su bianco ciò che avevano raccontato i bambini, che la madre li portava in un posto dove c'erano uomini e donne che ballavano nudi. Nel processo a carico della madre, è emerso (da relativa documentazione fotografica) che si trattava di un gruppo di Samba. L'Ausl Romagna, nella nota, evidenzia: "non risponde al vero che i servizi abbiano allontanato i minori dagli affidatari, ne’ che abbiano fatto riprendere i rapporti con la madre solo a seguito di ulteriori indagini: nel corso dei mesi si sono infatti verificati numerosi incontri". Infine l'Ausl respinge gli accostamenti con le indagini sui fatti di Bibbiano, immagine richiamata dall'avvocato dalla madre, Salvatore di Grazia, che su Facebook aveva scritto: "Non solo a Bibbiano, ma anche a Rimini c’è un pubblico ministero coraggioso o (ed è questo il merito più grande) animato dalla retta coscienza professionale". L'Ausl evidenzia: "Pur nel massimo rispetto della Magistratura, cui si è data e si darà sempre la massima collaborazione, e con la quale i Servizi operano in stretto raccordo su tanti casi, non si può non evidenziare come la descrizione fatta del caso in oggetto, in particolare il sottile accostamento ai fatti di Bibbiano, rimandi ad un quadro molto distorto della realtà, che si respinge"