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Ricetta Bellanova: più giovani e donne, cura dell'ambiente, investimenti in innovazione e tecnologia

Da Rimini la ministra a pesca e agricoltura traccia una panoramica delle strategie politiche del suo mandato

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Attualità Rimini | 16:30 - 21 Gennaio 2020 La ministra Bellanova in visita a Rimini La ministra Bellanova in visita a Rimini.

Le aree interne e quelle montane come antidoto alla crisi climatica, la tracciabilità come anticorpo ai dazi degli Stati Uniti, il Centro servizi pesca per tutelare il mercato ittico e garantire un ruolo di rappresentanza al comparto riminese, tra i più forti e influenti dell'alto Adriatico. E poi l'attenzione ai giovani e alle donne, che vanno attratti dal settore agricolo con incentivi economici già programmati. Sono bastati pochi minuti alla ministra alle politiche agricole Teresa Bellanova per tracciare con precisione e dettaglio le strategie che il suo vicariato sta attuando per valorizzare e implementare un settore cardine per lo sviluppo sociale ed economico dell'Italia nei prossimi anni, soprattutto se legato ai grandi temi come lo sfruttamento dell'acqua e del suolo o le emissioni inquinanti nell'aria.

Nelle sue mani c'è già un dossier sul mercato ittico riminese con cui la città chiede un sostegno economico all'iniziativa: sarà discusso il 30 gennaio, data in cui è già stato calendarizzato un incontro in tal senso. Sul progetto, presentato ormai anni fa, la cooperativa Lavoratori del Mare ha già investito 500mila euro.

Sul tema dei dazi statunitensi «sto mettendo in piedi una campagna di comunicazione istituzionale del mnistero per dire ai cittadini americani: i dazi che mette Trump fanno male ai nostri produttori perché pagano un prezzo troppo alto per responsabilità che non hanno. Ma fanno male ai consumatori, fanno male ai cittadini americani, perché li privano di prodotti di eccellenza qualitativamente buoni, non solo per il palato ma anche perché fanno bene alla salute. Ho scritto una lettera settimana scorsa in vista dell'incontro del commissario Hogan con l'amministrazione americana per chiedere alla Commissione europea di intervenire non solo per non far mettere nuovi dazi, ma per togliere quelli che ci sono, perché quei dazi fanno male ai produttori e fanno male ai consumatori». Nodale la lotta alla contraffazione con l'etichettatura obbligatoria anche del pescato.

Il ministro ha poi ribadito l'importanza di sostenere le zone interne contro lo spopolamento: «Le politiche per la sostenibilità ambientale dell'Unione Europea vanno finanziate con risorse aggiuntive. Le zone interne possono contribuire a rafforzare non solo il tessuto produttivo, ma anche le politiche di contrasto alla crisi climatica. Nelle zone interne ci sono le norme di buona coltivazione che devono essere adottate. Stiamo lavorando con Ismea per presentare nelle prossime settimane un primo progetto di "Banca delle terre" che vogliamo mettere a disposizione proprio di chi vuole andare a fare investimenti" e "sperimentare nuove modalità di produzione. Noi siamo un paese che ha 500 vitigni. Nessun altro Paese al mondo ha questa biodiversità. Tante di queste produzioni potrebbero essere fatte nelle zone interne, ovviamente con politiche di sostegno alle piccole imprese, alle microimprese, ai ragazzi e alle ragazze che vanno ad investire». Sul tema della cimice asiatica sono stati stanziati già 80 milioni per risarcimenti in tutta Italia, su quello ben più sentito del controllo della fauna selvatica serviranno provvedimenti, come la «modifica della legge 157 del 1992».

Donne e giovani sono le due categorie attenzionate: «Non si tratta di farli tornare a zappare, ma a lavorare in un settore che deve iniziare a investire seriamente in tecnologia oltre che in ragazzi che si stanno arricchendo di sempre nuove competenze. Per loro ci sarà l'esonero di due anni dal pagamento dei contributi. Per le donne invece mutui a tasso zero grazie a 15 milioni che serviranno per finanziarli».

Nel pomeriggio la visita a due aziende simbolo del territorio dopo aver pranzato a San Patrignano, uno degli esempi più virtuosi d'Italia di agricoltura sociale, sul quale è stata stesa una legge nel 2016 che però ancora non è stata resa esecutiva. La ministra si è presa l'impegno di farlo nel minor tempo possibile.

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