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Gioco e scommesse in Emilia Romagna: cosa può cambiare dopo le elezioni?

Tra gli argomenti della campagna elettorale, c’è anche la discussa legge regionale contro la ludopatia

Attualità Emilia Romagna | 14:45 - 21 Gennaio 2020 Fonte: Pixabay Fonte: Pixabay.

Le elezioni regionali in Emilia Romagna potrebbero essere molto più importanti del loro valore politico per la regione. Proprio in occasione dell’apertura della campagna elettorale regionale è nato il movimento delle “sardine”, che da Piazza Maggiore, a Bologna, si è poi diffuso velocemente in tutta Italia. Si tratta anche della prima elezione in cui la vittoria del centro sinistra non è data per scontata, minacciata dall’opposizione di centro-destra, trainata dalla Lega, e dal Movimento Cinque Stelle: un vero e proprio evento politico in Emilia Romagna, dato che la regione è sempre stata “rossa” fin dalla creazione nel 1970. 
Ma questa tornata elettorale regionale potrebbe essere rilevante – e creare un precedente in Italia – anche per quanto riguarda il settore del gioco e delle scommesse. Tra gli argomenti che incendiano la campagna elettorale, infatti, c’è la discussa legge regionale contro la ludopatia, uno dei traguardi ottenuti dalla presidenza uscente e più volte confermata. Negli ultimi tempi si sono susseguite proteste da parte dei lavoratori del settore, che denunciano la forte perdita di posti di lavoro se le norme rimarranno in vigore così come sono state approvate.

Le norme attuali sono efficaci?
Nel dettaglio, la regione Emilia Romagna si è dotata di misure di sensibilizzazione e contrasto al gioco patologico già da diversi anni, da quando è stata approvata la legge n.4 del 2013. Questa norma è stata modificata dalla maggioranza Bonaccini (attualmente ricandidato per un secondo mandato) con la successiva legge n. 8 del 2018, e con le delibere n. 831/2017 e n. 68/2019 per l’applicazione delle normative.
Lo strumento principale di prevenzione del gioco patologico – e il più contestato – è rappresentato dal cosiddetto distanziometro, ovvero una distanza minima di 500 metri di un centro scommesse o slot machine dai luoghi considerati sensibili, come le scuole, i luoghi di culto, i centri sportivi o di aggregazione giovanile. Questa misura è stata fortemente criticata e ritenuta poco efficace in quanto oggi l’accesso alle slot machine è tutt’altro che limitato allo spazio fisico delle sale slot. Il gioco d’azzardo online in Italia è autorizzato e regolamentato dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli (ADM) e, a questo strato ufficiale di tutela del giocatore online, si va ad aggiungere un secondo strato rappresentato dall’ecosistema di siti d’infomazione a tema gambling (come l’omonimo gambling.com).
Considerando che sono proprio i giovani i maggiori fruitori della tecnologia e quindi i più favorevoli ad utilizzare le piattaforme di gioco online ogni dubbio circa l’efficacia di misure di regolamentazione prevalentemente dedicate all’offline è quantomeno lecito.

Cosa prevede la legge regionale
Se il distanziometro è la parte della legge regionale che ha fatto più notizia, in realtà è solo una delle misure previste dalla Giunta per tutelare i cittadini dai rischi del gioco patologico.
Ecco nel dettaglio le misure che sono state adottate in Emilia Romagna:

  • Piano regionale: il legislatore intende adottare un piano integrato di durata triennale per la riduzione e il contrasto delle dipendenze patologiche da gioco.
  • Divieto di patrocinio: vengono vietati gli eventi che ospitano o pubblicizzano attività che favoriscono o inducono la dipendenza dal gioco d’azzardo patologico.
  • Osservatorio regionale: ha la finalità di valutare il fenomeno del gioco d’azzardo nella regione per monitorare i risultati e coordinare gli enti coinvolti.  
  • Assistenza agli enti locali: viene fornita assistenza tecnica, giuridica, consulenziale e progettuale agli enti locali per quanto riguarda la disciplina e le autorizzazioni per le sale giochi.
  • Distanziometro: deve essere rispettata la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili. Questa distanza viene calcolata seguendo il percorso a piedi più corto e la misurazione deve essere effettuata prendendo in considerazione l’ingresso principale della sala giochi e quello del centro sensibile.
  • Mappatura dei luoghi sensibili: sono i comuni all’interno del territorio della regione Emilia Romagna che devono provvedere alla mappatura dei luoghi sensibili. Successivamente devono comunicare il provvedimento di chiusura (nei tempi previsti) ai titolari delle sale gioco e delle sale scommesse che non rientrano nei limiti imposti dalla legge regionale.

Le modifiche e le integrazioni
Dopo l’entrata in vigore della legge, a seguito delle forti proteste da parte degli operatori del settore, preoccupati per la perdita di posti di lavoro, la Giunta regionale ha approvato alcune modifiche. Si tratta di cambiamenti che non cambiano l’impianto della legge originale e le sue finalità, ma cercano di dare una maggiore flessibilità all’applicazione delle misure previste.
Dal 2019 il periodo di proroga di sei mesi, pensato per consentire lo spostamento della sala slot o scommesse in una zona non vietata, “può essere ulteriormente prorogato per un massimo di ulteriori sei mesi”, alla luce di “particolari esigenze che ciascun Comune potrà valutare e dovrà adeguatamente motivare”. Più tolleranza anche per i casi in cui vengano aperti dei nuovi luoghi sensibili entro i 500 metri dopo la delocalizzazione dell’attività: “per salvaguardare gli investimenti effettuati e tutelare il legittimo affidamento degli operatori economici” – comunica la Regione – la norma non ha effetto “per un periodo congruo a consentire l’ammortamento degli investimenti effettuati, comunque non eccedente la durata massima di dieci anni”. Questo significa che il gestore ha più tempo per gestire l’eventuale trasferimento.
Viene infine chiarita la modalità di applicazione della norma per i cosiddetti “corner”, cioè i punti scommesse: la Regione ha stabilito che “non potrà protrarsi oltre la scadenza dei contratti di concessione in essere e comunque, comprese le eventuali proroghe, non oltre il 31 dicembre 2019”. La delibera modifica anche alcune disposizioni riguardanti le sanzioni.