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Commemorazione dei morti della Bruna, alle celebrazioni anche gli studenti

Tra gli ospiti anche i figli dei marinai che sono morti nel tentativo di condurre la barca al porto di Rimini

Attualità Riccione | 13:32 - 17 Gennaio 2020 Le celebrazioni di questa mattina a Riccione in memoria del naufragio della Bruma Le celebrazioni di questa mattina a Riccione in memoria del naufragio della Bruma.

Anche gli studenti della classe quarta della scuola Marina Centro di Rimini hanno preso parte alla commemorazione del naufragio della barca Bruna di Riccione. Al monumento caduti del mare erano presenti l'assessore al demanio Dionigi Palazzi, lo scrittore Carlo Volpe, referenti della Lega navale nonché i parenti dei caduti in mare.

La classe si è poi spostata al centro di documentazione comunale dove l’assessore alla scuola del comune di Riccione Alessandra Battarra ha accolto Severo Pronti, figlio del caduto Roberto Pronti, assieme alle figlie, Roberta e Patrizia Pronti e Roberto Gennari accompagnato dalla moglie, figlio del caduto in mare Giulio Gennari. Si è narrata la dura vita dei pescatori nel passato.

Carlo Volpe, esperto di marineria tradizionale, ha ampliato la narrazione e la memoria tradizionale sul mare e le imbarcazioni evidenziando le vittime del naufragio che eccellevano per la loro perizia e coraggio rischiando la vita ogni giorno per superare la condizione di povertà in cui versavano le famiglie del tempo. Bambini e insegnanti hanno arricchito la commemorazione con domande, curiosità, sentita partecipazione.

“E’ molto importante ricordare la nostra storia, quanto sacrificio e impegno richiede il mare. Un impegno che tutti coloro che fanno del mare il proprio mestiere, il proprio impegno di vita sanno bene come questo abbia bisogno di rispetto, cura e sicurezza. Oggi commemorare i fatti della Bruna è servito proprio a dare un senso a tanti sacrifici”, afferma l'assessore Palazzi, cui si accoda Battarra: “Lo studio della storia per i nostri studenti deve partire anche da quelle storie vicine a noi. Da lì, dal toccare con mano, dall’essere dentro e protagonisti di ciò che accade nelle nostra città, parte il lavoro che abbiamo voluto portare avanti con i ragazzi della scuola di Marina Centro. La storia che inizia dal racconto e dalla testimonianza e che, oltre a essere materia di studio, diventa una vera e propria maestra di vita ed esperienze”.