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Sabato autobus fermi in concomitanza con il Sigep. I sindacati attaccano Start Romagna

"L'azienda vuole rivedere al ribasso gli accordi, gli autisti sono già sottopagati", accusano

Attualità Rimini | 17:14 - 16 Gennaio 2020 Disagi in vista per lo sciopero degli autobus sabato 18 gennaio Disagi in vista per lo sciopero degli autobus sabato 18 gennaio.

Gli autobus fermi nella mattinata di sabato 18 gennaio, dalle 9 alle 13, in occasione della prima giornata del Sigep Rimini. I sindacati spiegano i motivi della scelta: la decisione di Start Romagna di armonizzare al ribasso tutti gli accordi contrattuali di secondo livello dei dipendenti tra i Comuni di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna. "Vogliamo che la collettività capisca bene il problema, altrimenti rischiamo di far apparire antipatici lavoratori che guadagnano meno di un operaio appena assunto, circa 1100 euro al mese, che lavorano 6 giorni su 7 compresi festivi e domeniche". La nota accusa il Comune di Rimini e Start Romagna di non aver portato avanti la discussione con i sindacati.


La nota dei sindacati


Vogliamo precisare le motivazioni dello sciopero di 4 ore dei dipendenti START Romagna di Rimini del 18 gennaio 2020 e del perché è stata scelta proprio una data così importante per la città di Rimini. Non entriamo troppo nel tecnico, anche perché risulterebbe poco comprensibile e noioso. 
Dopo otto anni di trattative (Start è stata costituita nel 2012) non si è ancora arrivati ad una armonizzazione degli accordi di secondo livello. Tutto ciò, non per qualche strana strategia sindacale, ma per un disegno aziendale e della proprietà (Comuni di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna, oltre che TPER ed altri soci sempre pubblici in Area Vasta) che vuole armonizzare al ribasso tutti gli accordi esistenti. 
Vogliamo che la collettività capisca bene il problema, altrimenti rischiamo di far apparire "antipatici" dei lavoratori che guadagnano meno di un operaio appena assunto (circa 1.100 euro al mese), che lavorano 6 giorni su 7 compresi i festivi e le domeniche, con una patente professionale che costa tante migliaia di euro e comporta tante responsabilità. 
Vogliamo ribadire che la vertenza aperta prevede, fra i punti, anche la sicurezza del viaggio; cioè, come si devono comportare i vari attori (passeggeri, conducente, azienda) per fare in modo che tutti abbiano presente e chiaro il proprio compito, così da viaggiare in modo sicuro con ben definite le responsabilità ed i confini dei comportamenti. 
Tutto ciò è in piedi da oltre un anno, ma né il Comune di Rimini (in un incontro in Prefettura l'Assessore si era impegnata ad aprire un tavolo), né Start, né nessun altro, vogliono portare avanti la discussione. Solo in Provincia di Ravenna si sta lavorando in modo serio per avere un protocollo chiaro e volto a migliorare il servizio. 
I lavoratori di Start Romagna di Rimini hanno accumulato seimila giornate di ferie e, nonostante ciò, non riescono ad usufruire del riposo nel momento in cui ne hanno la necessità. 
Vorremmo anche precisare, in merito al comunicato Start Romagna, che tutti i servizi non saranno garantiti dalle 9 alle 13, contrariamente a quanto si evince dal comunicato di Start Romagna. La frequenza e lo svolgimento dei servizi, ovviamente, varierà sulla base dell’adesione allo sciopero degli autisti incaricati di svolgere i servizi. 
Comunque, concludendo, ribadiamo che le motivazioni dello sciopero sono volte a migliorare il servizio per la cittadinanza, ad ottimizzare l'impianto aziendale e chiaramente alla tutela di tutti i lavoratori, che attualmente vivono  e lavorano in  un ambiente di lavoro poco sereno e secondo noi poco equo. 
Siamo convinti che debba essere aperto un tavolo di confronto con la proprietà, al fine di ottimizzare Start Romagna e migliorare il  servizio. 

Il comunicato del Partito Comunista

Da Start Romagna arroganza padronale insopportabile
Il comunicato di Start Romagna risulta surreale, un vero e proprio affronto ai lavoratori di Start che denota arroganza assoluta della dirigenza, che si va a scagliare contro il diritto allo sciopero. Si condanna, da parte della dirigenza, che gli scioperi avvengano quando il loro effetto è amplificato da scadenze in arrivo; questa condanna non solo è risibile perché è ovvio che si scioperi cercando di massimizzare l'effetto della propria lotta per ottenere condizioni migliori ma ignora anche che l'azienda col suo comportamento non tiene conto invece delle scadenze dei lavoratori che hanno affitti da pagare, figli da far studiare e costi sempre più alti da sostenere perché in questi anni le istituzioni di ogni livello hanno pensato a spremere famiglie e lavoratori piuttosto che erogare servizi. Non si può non notare che nel comunicato la dirigenza stessa ammette di diversificare il salario dei dipendenti a parità di mansione per massimizzare i propri profitti a discapito dei lavoratori, che giustamente rifiutano la situazione e scioperano per farsi valere.  La nostra massima solidarietà con chi deciderà di scioperare. Solo la lotta paga