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Pochi educatori, sovraffollamento e autolesionismo crescente: è allarme nelle carceri regionali

La situazione dell'istituto Casetti di Rimini è fra le migliori: l'analisi della Conferenza regionale

Attualità Rimini | 07:40 - 09 Gennaio 2020 Uno scatto dell'assemblea dei rappresentanti delle associazioni emiliano-romagnole attive nelle carceri regionali Uno scatto dell'assemblea dei rappresentanti delle associazioni emiliano-romagnole attive nelle carceri regionali.

La casa circondariale "Casetti" di Rimini si piazza a livello regionale fra i migliori istituti penitenziari per presenza di educatori e tasso di sovraffollamento, ma la situazione emiliano-romagnola preoccupa ovunque e ha suscitato l'attenzione della Conferenza regionale volontariato e giustizia presieduta da Paola Cigarini, che nell'ultimo incontro di metà dicembre ha fatto il punto con i rappresentanti di alcune delle associazioni che operano nelle carceri regionali.

Sovraffollamento, pochi educatori, sempre più casi di autolesionismo e disagio psichico, assistenza medica o psichiatrica depotenziata, alternanza o assenza di direttori e comandanti di polizia penitenziaria sono fra i problemi rilevati più urgenti, talvolta alternati talvolta compresenti nello stesso carcere.

Stando ai dati pubblicati nel sito dell’associazione Antigone, Ravenna è l’istituto messo peggio con 88 persone detenute invece che 49 e quindi un tasso di sovraffollamento del 179,6 per cento, seguito da Bologna con 870 detenuti invece di 500 (174 per cento), Ferrara con 364 detenuti invece che 244 (149 per cento), Modena con 544 detenuti invece di 369 (147,4 per cento), Reggio Emilia con 435 detenuti invece di 297 (146,5 per cento), Parma con 638 invece di 456 (139,9 per cento), Piacenza con 510 detenuti invece di 395 (129,1 per cento), Rimini con 151 detenuti invece di 118 (128 per cento) Forlì con 169 detenuti invece di 144 (117,4 per cento). L’unico carcere che ha un rapporto inverso è Castelfranco Emilia con 87 reclusi su 221 posti disponibili è un’occupazione della struttura del 39 per cento.

Allarmanti anche i dati sulla presenza in istituto degli educatori, figura fondamentale per l’applicazione dell’articolo 27 della Costituzione che recita "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Rimini sarebbe l'unico carcere in regione con un numero di educatori pari a quanto previsto dall’ordinamento penitenziario, ovvero almeno uno ogni cento detenuti: ce ne sarebbero 5 a garantire il percorso di ricostruzione sociale della persona reclusa. Ma il caso più preoccupante che viene denunciato dalla Crvg è quello di Bologna, dove su 12 educatori previsti in pianta organica alla Dozza ne sono presenti soltanto 5.

All'ultima riunione della Crvg hanno preso parte rappresentanti del volontariato operativo nelle carceri di Bologna, Parma, Piacenza, Modena, Rimini e Reggio Emilia: i presenti hanno deciso di lanciare l'allarme sull'attuale sistema dell’esecuzione della pena nella regione Emilia-Romagna, invocando risposte di tipo politico, economico e amministrativo.