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Al via il Patto per i beneficiari del Reddito di cittadinanza, 2313 nuclei registrati nel Riminese

Attiva la piattaforma per l'erogazione dei servizi in capo ai comuni del territorio di competenza

Attualità Rimini | 14:14 - 03 Gennaio 2020 Al via il Patto per i beneficiari del Reddito di cittadinanza, 2313 nuclei registrati nel Riminese

È partita la piattaforma per la gestione dei Patti per l’inclusione sociale (GePI), lo strumento per l'attuazione delle attività rivolte ai beneficiari del Reddito di cittadinanza.
In questo modo si rende omogeneo il lavoro dei case manager, gli assistenti sociali che andranno a definire con i beneficiari del reddito.

Sono attualmente 2313 i nuclei beneficiari della misura (incluse le pensioni di cittadinanza) registrati nell’ambito territoriale di Rimini per i quali gli enti locali del distretto dovranno provvedere alle verifiche anagrafiche. 

Oltre a 145 casi di verifica dei requisiti residenziali e di soggiorno richiesti dal patto per l’inclusione sociale, sono stati definiti una serie di progetti approvati dall’equipe multidisciplinare (in assenza della piattaforma) con le famiglie per i quali si sono assegnate misure di sostegno come 30 tirocini, 6 progetti con l’attivazione di un educatore, 8 consulenze famigliari, centri estivi per 25 minori. Ad oggi 221 casi sono quelli affidati in ambito territoriale ai case manager.

I servizi del Comune di Rimini sono dunque impegnati in queste prime settimane per quanto di loro competenza alla convocazione dei nuclei per la valutazione preliminare dei componenti del nucleo e nei casi che presentino bisogni complessi alla definizione di un quadro di analisi multidimensionale attraverso l’attivazione di una equipe multidisciplinare al fine di avviare il percorso di attivazione sociale e lavorativa coinvolgendo, oltre ai servizi per l’impiego, altri enti territoriali competenti. Strategica nei casi complessi la valutazione multidimensionale, in cui attraverso il quadro di analisi approfondito si valutano bisogni e punti di forza della famiglia al fine di condividere con la famiglia gli interventi e gli impegni necessari a garantire il percorso di fuoriuscita dalla povertà che dovranno poi essere sottoscritti con il Patto per l’inclusione sociale.