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Cinema, inizia con pellicole di qualità e prime visioni il 2020 del Tiberio di Rimini

"Dio è donna e si chiama Petrunya" e "I racconti di Parvana (The Breadwinner)" in programma nella prima settimana dell'anno nuovo

Eventi Rimini | 11:18 - 30 Dicembre 2019 Ingresso del cinema Tiberio di Rimini Ingresso del cinema Tiberio di Rimini.

Film di qualità al Cinema Tiberio di Rimini per l’inizio del nuovo anno (via San Giuliano, 16): da mercoledì 1 a domenica 5 gennaio (proiezioni alle ore 21, escluso giovedì 2 gennaio, mercoledì 1 e sabato 4 gennaio anche ore 17, biglietti da € 7 ad € 5) è in programma, in prima visione per Rimini, il film "Dio è donna e si chiama Petrunya" di Teona Strugar Mitevska con Zorica Nusheva e Labina Mitevska.

Vincitore del Premio Lux del Parlamento Europeo, il film, rivelazione all’ultimo Festival di Berlino, è un grido di libertà contro ogni pregiudizio, un film che sa unire impegno e ironia in una storia al femminile dalla forza dirompente. Disillusa dalla vita e senza un lavoro, la giovane Petrunya si ritrova per caso nel mezzo di un’affollata cerimonia religiosa riservata agli uomini: una croce di legno viene lanciata nel fiume e chi la recupera avrà un anno di felicità e prosperità. Con aria di sfida, anche Petrunya si getta in acqua, riuscendo a prendere la croce per prima, nello scandalo generale: mai a una donna era stato permesso di partecipare all’evento e tanto meno di vincere. Ispirato a un evento realmente accaduto, il film consacra la regista Teona Mitevska come una delle voci più originali del cinema europeo, a cui il Torino Film Festival ha reso omaggio ospitandola nella giuria e dedicandole una retrospettiva completa

Da giovedì 2 a domenica 5 gennaio (giovedì ore 21, venerdì ore 17, sanato e domenica ore 19.15, biglietti da € 7 ad € 5) è in cartellone "I racconti di Parvana (The Breadwinner)" di Nora Tworney, film d’animazione tratto dal romanzo di Deborah Ellis e prodotto da Angelina Jolie, realizzato dallo studio che ha creato capolavori animati come “The Secret of Kells” e “La canzone del mare”.
La guerra sfiora soltanto la trama, il paese raccontato (Afghanistan nel 2001) è già scivolato nell’oscurantismo del regime talebano tornato al potere nel 1996, la posizione delle donne ha subito una drastica riduzione di libertà e la sfera dei diritti civili praticamente azzerata. La regista prova ad aprire una falla nel dolore, la speranza sgualcita dalle offese, dalle ingiustizie, dalla violenza gratuita rinasce dai racconti di Paryana, una ragazzina undicenne, che insieme alla famiglia di tante sofferenze è stata vittima. L’occasione dell’arresto del padre la costringe ad assumere le false sembianze di un ragazzo in una Kabul in un perenne stato d’allerta. La forza di sfuggire ad una realtà sprofondata nell’incubo arriva dalle storie, dalla loro capacità di alleviare qualunque pena, non fosse altro che un mondo parallelo impermeabile al dolore dove non trova spazio nessun tipo di violenza ma si fa largo il coraggio e le forze risultano moltiplicate. Il film ha vinto il premio della giuria e del pubblico, oltre ad un riconoscimento alla migliore musica originale, alla 42° edizione dell’International Animation Festival di Annecy.