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Luigi Bertozzi, papà judoka e prima cintura nera della sezione Judo Polisportiva Riccione

"Un esempio di umiltà e fiducia per i più giovani", spiega il tecnico Giuseppe Longo

Sport Riccione | 12:32 - 27 Dicembre 2019 Da sinistra: Longo, Belligotti, Bascucci, Bertozzi Da sinistra: Longo, Belligotti, Bascucci, Bertozzi.

La prima storica cintura nera della sezione Judo della Polisportiva Riccione arriva alla vigilia delle festività natalizie. Domenica 22 dicembre il Comitato Regionale Fijlkam settore Judo ha concluso la stagione sportiva con gli esami per le neo cinture nere. Per la prima volta nella sua storia judoistica, al settimo anno di attività la Polisportiva Riccione ha presentato un candidato, Luigi Bertozzi.

Luigi è un padre che lavora e che nel 2014 porta le sue tre bimbe a fare judo. Dopo qualche lezione da spettatore comincia a pensare di salire sul tatami anche lui. Da quel giorno inizia un’avventura fatta di divertimento, impegno e anche qualche frustrazione. Anni di impegno constatante hanno permesso al quarantenne Luigi Bertozzi, accompagnato dal sua tecnico Giuseppe Longo, di presentarsi all’esame in splendida forma e preparato al massimo delle proprie capacità. Il judoka riccionese ha ben interpretato i due kata richiesti e ha eseguito perfettamente le tecniche e i passaggi pretesi dalla commissione, composta dal Maestro Luigi Crescini (arbitro mondiale di kata e presidente della commissione insegnanti tecnici nazionale) e il Maestro  Paolo Oleari (Ct regionale e pluricampione italiano degli anni ‘80/’90). Dopo 20 minuti di esami condotti con la sicurezza di chi ha lavorato tanto, la commissione ha riconosciuto al primo judoka della Polisportiva Riccione una sudata cintura nera 1° dan.

Il tecnico della sezione Judo, Giuseppe Longo a caldo ha dichiarato: “Il risultato di Gigi è quello del gruppo, dove ognuno ha fatto la sua parte, in primis lui, che ha lavorato duro in questi anni e soprattutto negli ultimi mesi, nonostante un crociato rotto. Tanti sabati e tante domeniche sul tatami, con me e con gli amici del Sakura Rimini Alberto Belligotti e Sante Bascucci. Questo significa che volere e potere. Tutte le scuse del mondo nulla possono contro la volontà di chi vuole fortissimamente vuole raggiungere il suo obiettivo, anche spingendosi oltre i propri limiti, le proprie certezze e le proprie paure. Tutto ciò si può raggiungere con forza di volontà, amore e il rispetto per se stessi e gli altri. Una lezione anche per i più giovani: buttatevi, senza tirarvi indietro, cercare scuse o farvi guidare dai falsi miti . Cari ragazzi non omologatevi, ma soprattutto esprimete le vostre emozioni perché tutto ciò vi permetterà di aprire i vostri cuori e le vostre menti, per fare in modo che la cintura nera sia solo un punto di partenza nel judo, ma soprattutto nella vostra vita”.

Nella stessa giornata d'esami, Sante Bascucci del Sakura Rimini dopo, essersi allenato moltissimo anche nel Dojo (palestra giapponese) riccionese, ha conquistato il 2° Dan, aiutato dal tecnico Alberto Belligotti.

La sezione judo della Polisportiva Riccione ha chiuso la stagione con il regalo più bello per un judoka, dopo un anno di grandi soddisfazioni. Infatti gli atleti della sezione judo hanno partecipato a due finali nazionali federali conquistando una medaglia d’argento con Morgana De Paoli e un ottimo 10° posto con Cecilia Tencati, hanno organizzato due manifestazioni nazionali portando a Riccione quasi 2.000 atleti, conquistando il titolo nazionale CsenUnder 18 durante il Campionato Nazionale CSEN organizzato in casa.

“Il prossimo anno sarà uno di quelli importanti, dove dovremo alzare l’asticella e continuare a puntare in alto, sia per i nostri atleti che nell’organizzazione di eventi per la nostra città - conclude Giuseppe Longo -. Luigi Bertozzi sarà un esempio di umiltà e fiducia per i più giovani che dal prossimo anno vedranno l’ambizione della cintura nera come un passaggio naturale e non impossibile alla loro crescita”.