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Babbo natale entra anche in carcere: ecco l'iniziativa che permette ai figli di festeggiare con i papà reclusi

Ideata dall'amministrazione penitenziaria, voluta dall'area educativa e resa possibile dal volontariato

Attualità Rimini | 07:32 - 25 Dicembre 2019 Una delle più recenti iniziative di volontariato di gruppo, "Celle aperte" del 12 dicembre 2019 Una delle più recenti iniziative di volontariato di gruppo, "Celle aperte" del 12 dicembre 2019.

Anche alla Casa circondariale “Casetti” di Rimini oggi è Natale, anche se a festeggiarlo non saranno molti, per via delle diverse fedi professate ma anche perché la giornata andrà avanti come di consueto secondo i soliti ritmi e le solite aperture e chiusure delle celle e degli spazi comuni, lasciando poco spazio all’immaginazione di essere altrove, con i propri cari.
Il 19 dicembre proprio per ricreare quell’occasione mancata di festeggiare le festività a casa, si è svolta la consueta mattinata del “Babbo natale in carcere”, un’iniziativa voluta fortemente dall’area educativa dell’istituto e organizzata dall’amministrazione penitenziaria assieme al Centro per le famiglie del Comune di Rimini e con l’associazione Caritas Rimini, con cui da tempo c’è un’ottima collaborazione in tal senso.

Il Cpf ha svolto il consueto laboratorio a sostegno della genitorialità in quattro pomeriggi all’interno del gruppo settimanale di parola “Caffè corretto” della Caritas Rimini odv per organizzare con alcune persone detenute delle letture da fare ai bambini che quel giorno sarebbero entrati in carcere assieme alle mogli, alle fidanzate e alle nonne per vivere un’anteprima del natale con i loro papà, detenuti ai Casetti. Quella fatidica mattina l’animazione è stata coordinata da Monica Raguzzoni, che con grande abilità e sensibilità ha saputo catturare l’attenzione dei più piccoli con giochi di prestigio. Momento clou le rappresentazioni delle storie del postino, della cena di natale, dell’anfora e l’acqua, del pesce triste e dell’’uovo che si trasforma in gallina, seguite con attenzione ed entusiasmo da tutti i presenti, una trentina tra familiari, detenuti e volontari.

Alla fine un attesissimo babbo natale rappresentato dallo storico volontario Tino del gruppo diocesano di rinnovamento dello spirito è comparso da dietro le quinte per regalare a tutti i figli più piccoli un pensiero da portare a casa con sé, un gesto di vicinanza alle famiglie che ogni giorno condividono la pena con le persone care recluse in carcere. Ancora una volta l’iniziativa si è dimostrata vincente e preziosa per rompere ritmi e ripetitività.