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Paolo Fabbri e Marco Missiroli premiati al teatro Galli con il Sigismondo d'oro

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha letto il saluto di fine anno negli spazi

Attualità Rimini | 19:40 - 21 Dicembre 2019 I due vincitori del Sigismondo d'oro I due vincitori del Sigismondo d'oro.

Sono il semiologo Paolo Fabbri e lo scrittore Marco Missiroli i due Sigismondo d'Oro per l'anno 2019, il riconoscimento attribuito ogni anno a coloro che attraverso la propria attività rendono onore alla comunità riminese.

La cerimonia di consegna è avvenuta oggi pomeriggio (sabato 21 dicembre) aperta dal sindaco Andrea Gnassi che ha letto il saluto di fine anno alla città e ai suoi cittadini, negli spazi del Teatro 'Amintore Galli'. Al termine del saluto alla città, è stata la volta della consegna dei riconoscimenti, che quest'anno ha valorizzato due esponenti riminesi del mondo culturale italiano che con la loro attività contribuiscono ad offrire una visione non convenzionale del presente e della realtà.

"Non convenzionale e onirica – ha ricordato il sindaco Gnassi - era anche la visione di Federico Fellini, il Maestro di cui nel 2020 Rimini celebrerà il centenario della nascita e di cui la città sta riscoprendo l'arte grazie alla mostra "Fellini 100. Genio Immortale" allestita a Castel Sismondo da sabato scorso e che nei primi giorni di apertura ha già acceso con migliaia di presenze l'interesse dei riminesi ma anche del pubblico e della stampa nazionale e internazionale. Ed è per questo – ha proseguito il sindaco – che per celebrare questa giornata di festa e offrire alla città un'ulteriore opportunità dopo quella dei giorni dell'inaugurazione che questa sera la mostra sarà visitabile gratuitamente fino a notte fonda."


Le motivazioni


Paolo Fabbri: per avere, con i suoi studi e il suo lavoro incessante in Italia e nel mondo, dato valore e restituito alla parola il senso esatto delle cose, forma espressiva universale del dialogo possibile tra persone e culture diverse;
Per avere salvaguardato, lungo la contraddittoria evoluzione della società e del costume italiano degli ultimi cinquant'anni, ruolo e funzione del lavoro intellettuale, artefice di connessioni ai più invisibili ma essenziali per le relazioni umane;
Per essersi impegnato in prima persona per valorizzare personaggi, storie, iniziative anche del territorio, al di fuori da ogni provincialismo e trasformandole in occasioni di discussione e di attenzione nel più ampio panorama internazionale.
 
Marco Missiroli: per aver investito sul 'lavoro' dello scrittore, dimostrandone l'attualità e la necessità per andare oltre lo sguardo superficiale della realtà e delle relazioni tra persone;
Per avere dato impulso alla letteratura contemporanea attraverso romanzi che già formano un corpus narrativo omogeneo, per raccontare le incertezze e le contraddizioni del vivere moderno;
Per avere mantenuto non solo un rapporto personale ma fortemente poetico e creativo con Rimini, luogo che ricorre nelle sue opere letterarie come stato dell'anima della modernità individuale e universale.