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Marlù gioielli dona 10.000 euro alla Prima Coccola per il sostegno dei bimbi nati prematuri

Risorse per sviluppare ancora di più la collaborazione con l’Unità Operativa di Terapia Neonatale dell’ospedale di Rimini

Attualità Repubblica San Marino | 12:38 - 20 Dicembre 2019 Da sinistra: Morena, Monica, Marta Fabbri, Gina Ancora, Barbara Vannoni di prima coccola Da sinistra: Morena, Monica, Marta Fabbri, Gina Ancora, Barbara Vannoni di prima coccola.

È un nuovo modello di rapporto tra impresa, volontariato e servizio pubblico. L’obiettivo è sostenere, con progetti di lungo periodo, gli interventi delle Onlus a favore di chi vive una condizione di disagio. Ed è quanto accade da quattro anni a Rimini tra “Marlù”, il marchio del gioiello creato delle tre sorelle MorenaMonica e Marta Fabbri e l’associazione “La Prima Coccola”. Realtà di volontariato attiva all’interno dell’Unità Operativa di Terapia Neonatale dell’ospedale di Rimini, diretta dalla dottoressa Gina Ancora, che offre gratuitamente sostegno a bimbi nati pretermine, ai loro familiari e collabora quotidianamente con gli operatori del servizio sanitario pubblico.

Ogni 12 mesi “Marlù” dedica una sua collezione di bracciali e charms, sempre denominata “La Prima Coccola”, all’associazione riminese. La parte del ricavato spettante a Marlù dalla sua vendita negli store del marchio delle sorelle Fabbri, viene interamente donato alla Onlus e da essa utilizzato per assolvere alla sua missione di solidarietà. “Una donazione da parte di una singola persona è sempre gesto importantissimo ma privato. Io e le mie sorelle crediamo che un’azienda nel momento in cui sposa una causa, lo possa fare in modo diverso- spiega Marta Fabbri responsabile comunicazione e marketing Marlù – Abbiamo scelto di sostenere l’associazione in modo costante e non solo con interventi o donazioni spot. Farlo è un valore e una motivazione forte per tutte le persone dell’azienda, per i nostri rivenditori. Soprattutto, per chi acquista i gioielli c’è un forte valore aggiunto: sceglie di aiutare gli altri. In più, ogni charms comunica a tante persone il problema della natalità pretermine e di come la solidarietà sia uno degli elementi essenziali per superarlo con successo”. Ed anche nel 2019 Marlù ha raccolto per l’associazione riminese 10 mila euro. Somma consegnata ieri durante la convention natalizia Marlù.

E i numeri raccolti negli ultimi 24 mesi dalla Prima Coccola sono ormai importanti. Sono state prese in carico 31 famiglie per un totale di 43 bambini di cui 15 primogeniti, 9 secondogeniti, 3 trigemini (9 bambini), 5 gemelli (10 bambini). Le famiglie sono residenti in 22 casi nella provincia di Rimini, 1 fuori provincia, 5 fuori regione e 3 nella Repubblica di San Marino e negli ultimi mesi sono state 9 le nuove famiglie entrate nel programma di sostegno. 

Il servizio più apprezzato e diffuso è quello dell’Home Visiting. Operatori dell’associazione coordinandosi con il personale ospedaliero seguono bimbi e famiglie al momento del loro rientro a casa nel momento della dimissione dall’ospedale. Gli incontri di Home Visiting sono stati da un minimo di 1 ad un massimo di 40 per ognuna delle famiglie in programma. Il servizio ha compreso anche l’ostetrica a domicilio per 20/43 bambini per il sostegno dell’allattamento materno e al seno. Aiuto alle famiglie e bambini è stato offerti da personale qualificato, retribuito da “La Prima Coccola” e ha creato una relazione/collaborazione diretta tra servizi ospedalieri e territoriali.

Sempre nel 2019 l’Onlus riminese ha acquistato grazie alle donazioni macchinari quali tiralatte, monitor da trasporto, scalda biberon multi posizioni, destinati ad essere installati tutto nel nuovo reparto di terapia dell’ospedale di Rimini, in apertura dai primi mesi del 2020. A questi si aggiungono gli interventi, sempre per il nuovo reparto, con pitture, pannelli retroilluminati per l’umanizzazione dei locali e rendere belle ed accoglienti le stanze e gli spazi di genitori, bimbi e personale. Un investimento destinato a raggiungere tra 2019 e 2020 una cifra di circa 100 mila euro.