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Basket C Silver, la guardia Sirena: 'La mia esperienza al servizio del Bellaria'

Debutta sabato nella difficile sfida interna contro Novellara (ore 20,30). Ha giocato anche in serie B

Sport Bellaria Igea Marina | 09:23 - 19 Dicembre 2019 La guardia Stefano Sirena in azione La guardia Stefano Sirena in azione.

E' una partita importante quella che aspetta il Bellaria Basket sabato al PalaTenda (ore 20,30, ingresso gratuito). La squadra di coach Maghelli ospita infatti il Novellara, formazione che ha due punti in più dei romagnoli (16), al quarto posto, assai pericolosa: due turni fa è stata sconfitta di appena tre punti dalla big Francesco Francia dopo un supplementare. Il Bellaria è al completo dopo le ultime settimane turbolente in cui le assenze hanno pesato sul rendimento della squadra (tre sconfitte in quattro partite): per l'occasione ci sarà il debutto della guardia di Brindisi Stefano Sirena, classe 1990, 1,90 di altezza, un giocatore esperto della categoria (Bellaria è la sua 17esima società), con una carriera spesa quasi tutta in Puglia con una puntata a Montegranaro e Ravenna in serie B.
Sirena, perchè Bellaria?
“Mi sono trasferito per motivi di lavoro – spiega – sto pensando al mio futuro per il dopo basket per il quale fin qui mi sono impegnato a livello semiprofessionistico vincendo più di un campionato; mi è capitata una importante opportunità a Rimini ed eccomi qui a Bellaria dove per inciso l'allenatore Maghelli è brindisino come me. Mi sto trovando bene, ho conosciuto bravi dirigenti, mi piacerebbe continuare questa esperienza”.
A che punto è la sua condizione?
“Sono al 70 per cento, mi sono allenato con costanza, ma mi manca il ritmo partita. Non vedo l'ora di giocare e di respirare il clima della partita. Sono molto motivato, ho ancora tanta fame”.
Le sue caratteristiche?
“Mi piace la sfida uno contro uno, andare in campo aperto, attaccare il ferro. Sono un giocatore di carattere e personalità, non mi tiro indietro neanche nella lotta sotto i tabelloni e in fase difensiva dove garantisco il cosiddetto lavoro sporco che è molto importante in una partita. Conto di poter dare alla squadra un po' più di esperienza magari nei momenti difficili del match”.
Che consigli dà ai giovani del Bellaria?
“Di non mollare mai, di avere sempre fame, voglia di arrivare. Il talento non basta, la voglia di lottare e raggiungere nuovi traguardi fa la differenza”.
A che piazzamento può ambire il Bellaria?
“Il primo traguardo è la salvezza, ma sono convinto che il nostro roster abbia i numeri per piazzarsi nella parte medio alta della classifica. Spero che ci sia tanta gente a seguirci”.
Le sue soddisfazioni più belle?
“I campionati vinti, la stagione di Lecce in C Gold quando sono stato il terzo migliore giocatore italiano per rendimento (nelle Minors del sud trovano spazio gli stranieri) con 18 punti di media, il debutto in B1 con Brindisi non ancora sedicenne, gli 11 punti realizzati con la squadra di Brindisi allora in serie A1 allenata da Piero Bucchi in preason contro un club di serie A2”.