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Rimini: Porta Galliana, si parte in primavera. Approvato progetto di valorizzazione

Lavori per 500mila euro, accanto all’obiettivo di recupero anche quello di realizzare connessioni ciclopedonali

Attualità Rimini | 14:32 - 18 Dicembre 2019 Fotosimulazione , visuale dalla testata d'accesso lato monte Fotosimulazione , visuale dalla testata d'accesso lato monte.

Rimini si appresta a riscoprire e valorizzare uno dei suoi gioielli identitari e a portarlo a nuovo splendore dopo essere stato per secoli quasi interamente sotterrato.
La Giunta comunale ha infatti approvato nell’ultima seduta il progetto esecutivo per la valorizzazione di Porta Galliana con cui, all’interno di una visione complessiva per la riqualificazione delle aree intorno al Ponte di Tiberio e che ha già visto realizzati gli interventi "Tiberio comparto 3 - Piazza sull'Acqua" e "Tiberio Comparto 4 – Porto Antico", prende avvio di valorizzazione che porterà uno dei gioielli identitari cittadini, quella porta che collegava la città malatestiana al mare immortalata nella formella del Cancro del Tempio malatestiano, ad essere goduta e utilizzata dai riminesi.

Un progetto che ha potuto essere definito e approvato dopo che nei mesi scorsi l’intera area è stata oggetto sia di approfondite indagini archeologiche che, coordinate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini ed eseguite dalla società riminese adArte, hanno da subito restituito nella sua interezza una parte sconosciuta della storia della città, sia di importanti opere strutturali, realizzate a cura e spese da Hera, come la realizzazione di un ramo di fognatura bianca in Via Bastioni Settentrionali e della palificata di contenimento sull’area di scavo archeologico. Opere che hanno restituito il “sedime della Porta”, libero dai voluminosi tratti dei vecchi collettori fognari e consolidato strutturalmente l’area per rendere accessibile e in sicurezza la parte archeologica scavata e la Porta Galliana stessa mantenendo al contempo il traffico veicolare lungo i Bastioni quale importante arteria viabilistica. Opere di cui sopra risultavano imprescindibili per consentire un’efficace intervento di Valorizzazione di questo articolato palinsesto di strutture murarie e portaie tardomedioevali e rinascimentali.

E’ al termine di questa intensa attività che ora, col progetto esecutivo realizzato dal gruppo di progettazione dei Lavori pubblici del Comune di Rimini, può avviarsi nella prossima primavera l’intervento vero e proprio che avrà un costo 500.000 euro, che col tema della “valorizzazione del patrimonio artistico” si inserisce nel processo di rigenerazione delle infrastrutture culturali nonché quelle viabilistiche legate in particolare alla mobilità lenta, quindi alla mobilità ciclo-pedonale nonché alla accessibilità dei luoghi.

Accanto all’obiettivo di recupero e restauro dell’antica Porta di accesso da ed al mare della città murata quindi, anche quello di realizzare connessioni ciclopedonali legandosi agli interventi del cosiddetto “l’Anello verde”, in particolare connettendosi alle piste ciclabili che portano al Faro di Rimini ed alla Via Coletti (San Giuliano a Mare) e, con intervento successivo di prolungamento del percorso ciclabile fino alla via Cavalieri, di congiungersi con l"'Anello delle Piazze" e con il Ponte di Tiberio coi recenti interventi di valorizzazione dell'area.
 

Descrizione del progetto


Il progetto definitivo/esecutivo di “Valorizzazione di Porta Galliana” ha un importo complessivo pari a 500.000 euro e prevede:

- la realizzazione di un’area storico-archeologica visitabile ed accessibile a tutti (posta a quota – 3,25 mt circa rispetto il piano stradale) per restituire al manufatto antico le condizioni del contesto adeguato essendo l'unica porta urbica di epoca medievale-rinascimentale fruibile e in buona parte recuperabile esistente a Rimini. Si prevede il collegamento pedonale alle quote originali dell'area archeologica e del piano della porta, mediante la realizzazione di scale e rampe per l'abbattimento delle barriere architettoniche;

- la realizzazione di un tratto nevralgico di connessione ciclopedonale in quanto il sito si lega agli interventi de “l’anello verde”, si collegherà sia con la nuova pista ciclabile di connessione al Faro via Destra del Porto che con quella prevista in Via Coletti; il completamento della pista ciclabile su via Bastioni consentirà il collegamento con l'anello delle Piazze e il Ponte di Tiberio;

- la “valorizzazione di un sito “storico-archeologico” attraverso il ripristino, dei piani di calpestio originari per permettere la leggibilità dell’antico sistema d’accesso; le due porzioni d’area archeologica, lato mare e lato città (rispetto la Porta stessa) sono state previste con sistemazione a verde a piano inclinato che vuole fisicamente documentare lo scavo archeologico “stratigrafico” condotto, questo spazio è arredato con sedute per realizzare aree di sosta e di incontro;

- la mitigazione delle opere strutturali con la realizzazione di una leggera pannellatura metallica a maglia romboidale, quale supporto per lo sviluppo di idonee essenze rampicanti che saranno poste a dimora;

- il recupero della connessione della Porta con la cortina muraria di epoca federiciana presente sia sotto il manto stradale che in adiacenza lungo il tratto di Via Bastioni Settentrionali che si sviluppano verso il Corso Giovanni XXIII, realizzando (nella parte in cui sono ora interrate e cioè sotto il manto di asfalto) un segno di continuità “semantica” con la parte muraria antica, attigua, emergente, realizzando una interruzione dell’asfalto per ricostruire la cresta muraria fino al piano carrabile, impiegando materiale di recupero (laterizio e ciottoli fluviali).

D’intesa con la Soprintendenza Archeologia e Belle Arti di Ravenna si è poi stabilito di arretrare e quindi ridurre lo spazio pedonale, per quanto più possibile, in corrispondenza del fianco della Porta, al fine di lasciare in piena vista il ritrovamento dell’attacco murario tra la cortina “federiciana” e la Porta stessa;

- la parte progettuale illuminotecnica risolverà le lacune esistenti di illuminazione pubblica funzionale alla viabilità pedonale, ciclabile e carrabile del sito e contemporaneamente consentirà l’accento per la valorizzazione dell’area archeologica, rendendola visitabile, accessibile e sicura anche nelle ore notturne;

- l’impianto idrico è stato predisposto sia per alimentare la gestione dello specchio d’acqua previsto sulla porzione dell’esistente fossato che funziona come lama d’acqua a sfioro garantita da un sistema di ricircolo delle acque che per provvedere all’irrigazione delle parti inerbite ed a verde pubblico dell’intervento in particolare dei pendii che connotano l’area dello “Scavo archeologico”.
 

L’indagine archeologica


Il 31 luglio 2017 sono iniziati i sondaggi archeologici per la scoperta della Porta nell’ambito del progetto Porto Antico, che prevede l’esaltazione dell’accesso alla città da mare, lungo le mura portuali ed i camminamenti, fino al ponte di Tiberio. Durante questi scavi il 23 marzo 2018 è avvenuto il ritrovamento dell’avancorpo difensivo della porta che come si è detto sono ritenuti opera di Sigismondo.

Quello che emerge dalle ricerche nell'area antistante la porta medievale, volute dal Comune di Rimini ed eseguite grazie ad Hera Spa che si è avvalsa della ditta specializzata adArte di Rimini, sono rinvenimenti così significativi da consentire di trovare risposte all’organizzazione di questo bastione difensivo strategico della città medioevale.

Dagli scavi eseguiti dagli archeologi di adArte sono emersi infatti i resti del cosiddetto "ponte morto" nonché i muri di contenimento del fossato. Il "ponte morto" è infatti una struttura difensiva di grande importanza che si protrae all'interno del fossato per portarsi, a partire dal muro di contenimento verso l'ingresso dell'avancorpo della porta che veniva raggiunto con un altro ponte in legno mobile funzionante come un vero e proprio ponte levatoio.

Gli antemurali sono stati “l’inaspettata riscoperta”, tra tante altre tracce e ritrovamenti che si sono susseguiti: di fatto un palinsesto o condensato di costruzioni storiche che vanno dalle prime strutture quattrocentesche o forse addirittura trecentesche, a due fogne (praticabili) del 1871 e del 1908, ai resti dell’ultimo lavatoio pubblico di San Domenico sempre del 1908.

Si tratta di strutture difensive di grande interesse e valore storico perché permettono di comprendere appieno non solo il funzionamento dei sistemi difensivi dell'area in epoca malatestiana, ma anche di restituire agli storici e ai progettisti le linee guida su cui è stato incardinato l’intervento di riqualificazione e valorizzazione dell'area. 
Il progetto di valorizzazione della Porta parte proprio dal concetto di avvicinamento alla storia attraverso un percorso di discesa che attraversa le epoche del tempo e le stratificazioni che caratterizzano il sito, i terrazzamenti previsti nel progetto rappresentano momenti temporali per la sosta e la visione della porta con scorci e angoli diversi man mano che si scende, fino ad arrivare al piano originale della porta e al suo attraversamento come era possibile fare un tempo.