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VIDEO Un video contro l'odio e la discriminazione: il comune di Rimini lancia la campagna sull'hate speech

La rete antidiscriminazione ha raccolto una trentina di segnalazioni, obiettivo è rafforzare il presidio

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Attualità Rimini | 12:53 - 17 Dicembre 2019

"Le parole sono importanti" diceva Nanni Moretti in una scena cult del suo film Palombella Rossa, e lo diventano sempre di più quando sono affidate al web con leggerezza e quando sono cariche di odio, di rancore, di discriminazione. Contro la facilità con cui vengono condivise online, contro i commenti razzisti, sessisti e populisti, insomma contro la sottocultura dell'odio la rete antidiscriminazione rappresentata in provincia dal Comune di Rimini e finanziata dal bando regionale contestuale ha realizzato con il supporto tecnico di studio grafico 15>19 un video-spot che in poche decine di secondi rappresenta in modo molto efficace e impattante odiatori e vittime.

In una sorta di specchio ma anche di flusso di coscienza e grazie a inquadrature molto ravvicinate su alcune bocche, vengono mostrati e riprodotti alcuni messaggi di disprezzo condivisi veramente tramite i social media, alcuni anche fra quelli segnalati proprio alla rete della provincia di Rimini (a cui si può fare riferimento scrivendo all'indirizzo mail nodoantidiscriminazione@comune.rimini.it), rappresentata dal Comune che funge da nodo e dalle sue antenne, associazioni satellite che si occupano di monitorare la situazione online e offline sul territorio. Il video sarà condiviso da tutte le realtà coinvolte in modo che possa avere la diffusione più ampia e capillare possibile.


La rete di antenne

Le antenne sono molte e sono rappresentate dalle associazioni Arcigay, Rompi il Silenzio, Arci, Arcobaleno, Anolf, Volontarimini, Rumori Sinistri, No Border, Caritas Rimini odv, Papa Giovanni XXIII e Croce Rossa, assieme ad altri soggetti quali lo sportello sociale, l'agenzia regionale per il lavoro, l'Ausl, il front office per Cittadini stranieri del Comune, gli sportelli immigrati dell'unione Valmarecchia, di Riccione, Bellaria-Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico, Coriano, la Cgil di Rimini.


I dati

Casa delle donne

Al 31 ottobre 2019 sono stati 215 gli accessi registrati alla Casa delle donne di piazza Cavour, il punto di informazione e ascolto aperto in piazza Cavour dal lunedì al venerdì dalle 9 alle ore 13  dedicato alle donne che hanno subito violenza, stalking, che hanno bisogno di supporto psicologico o di consulenze legali. La Casa delle donne ospita anche quattro specifici sportelli attivi in orario pomeridiano: quello di Rompi il Silenzio (72 accessi), lo sportello legale (30), lo sportello per il sostegno psicologico (180) e lo sportello commercialisti, per un totale complessivo tra Casa delle donne e Sportelli di 497 accessi.

Rompi il silenzio

Nel 2019 (dati al 31 ottobre) sono state 236 le donne, in prevalenza italiane, accolte e seguite da Rompi il Silenzio, l’unico centro antiviolenza attivo sul territorio provinciale. Sono donne che si sono rivolte all’Associazione a seguito di varie forme di violenza, prima di tutto psicologica, e a seguire fisica, economica e sessuale. Sono invece 20 le donne ospitate, con 24 figli minori, nelle 4 case rifugio.

Progetto Dafne

Il “Progetto Dafne” è un progetto dell’Ausl Romagna finalizzato alla individuazione delle strategie e degli interventi rivolti alle donne che subiscono violenza. Nel 2019 (dati del primo semestre) sono state coinvolte nel progetto 144 donne, di cui 49 straniere (in particolare provenienti dall’Albania, Romania, Ucraina, Senegal, Russia e Brasile), con un’età media di 38 anni. Donne che hanno subito violenza psicofisica, nella prevalenza dei casi dal partner o dall’ ex compagno.

Progetto LDV (Trattamento uomini maltrattanti)

Fino al 31 ottobre i contatti ricevuti dal ‘Centro di accompagnamento al cambiamento degli uomini  LDV Liberiamoci dalla Violenza’, promossa da Regione Emilia Romagna e AUSL Romagna, sono stati in totale 216 di cui il 23% con contatto diretto dell’uomo, il 28% da un contatto del partners, il 42% dai servizi sociale o rete sanitaria e il 7% altri enti locali come l’UEPE e il CAV.  Il servizio ha preso in carico 31 uomini di cui il 72 % di nazionalità italiana e il 28% stranieri. (f.v.)


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