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Novafeltria, consiglio comunale sancisce separazione dell'Unione dei Comuni in due ambiti

Il Pd attacca la scelta della maggioranza: "Aggravio di spese e perdita di contributi regionali"

Attualità Novafeltria | 07:36 - 16 Dicembre 2019 PiazzaV ittorio Emanuele a Novafeltria PiazzaV ittorio Emanuele a Novafeltria.

L'amministrazione comunale di Novafeltria, nel consiglio comunale del 30 novembre, ha deliberato la richiesta di divisione dell'Unione dei Comuni in due distinti ambiti, di Bassa e Alta Valmarecchia. La votazione ha avuto seguito alla mozione di gennaio del sindaco Zanchini, che aveva chiesto esplicitamente una nuova forma associativa per i dieci comuni, in modo tale da garantire servizi efficenti alla cittadinanza. Ma al Partito Democratico locale la divisione nei due ambiti non è stata considerata la soluzione giusta. Nel merito si parla di uno studio commissionato dall'Unione a una società terza, per valutare le possibili soluzioni della criticità, che ha messo in evidenza aspetti positivi e negativi della divisione dell'Unione negli ambiti di Bassa e Alta Valmarecchia. Tra i secondi "un aggravio di spese, una carenza di risorse per la strutturazione della nuova Unione, il rischio di perdita dei contributi del Programma di Riordino Territoriale per l'anno 2020, e tempi lunghi per la separazione e quindi per l'operatività delle due Unioni", si legge nella nota del Pd.

Di seguito la nota

Anche il Comune di Novafeltria ha deliberato la divisione dell'attuale Unione dei Comuni in  due distinti ambiti: quello della Bassa Valmarecchia (S.Arcangelo di Romagna, Poggio-Torriana, Verucchio e Bellaria-Igea Marina) e dell'Alta Valmarecchia (Novafeltria, Pennabilli, Casteldelci, San Leo, S.Agata Feltria, Maiolo e Talamello). E' avvenuto all'ultimo Consiglio comunale del 30 Novembre u.s. con decisione presa a maggioranza, stante la netta contrarietà della minoranza, che ha fortemente criticato una scelta che fa tornare indietro il nostro territorio di oltre dieci anni, quando si voleva dar vita ad una Valmarecchia unita, oltre a cambiare Regione e Provincia. E'vero che l'Unione a dieci (non c'era Bellaria-Igea Marina) ha presentato delle criticità, che tuttavia non dovevano condurre ad una divisione, ma dovevano  essere corrette e risolte da tutti i Comuni, con un'azione congiunta, che doveva costituire la forza dell'Unione; non ci vuole  una gran fantasia ad immaginare che i nostri sette Comuni da soli si impoveriranno, in termini non solo economici, ma anche di prospettive future, che si possono realizzare soltanto insieme. L'Unione aveva commissionato a sue spese uno studio ad una società terza, per valutare le possibili soluzioni delle criticità; e lo studio, consegnato ai Comuni fin dal 25 luglio 2019, ma messo a disposizione dei consiglieri solo un mese fa, aveva dato indicazioni per superarle, mettendo in evidenza che la divisione in due sub-ambiti, o addirittura in due ambiti, cioè due Unioni, come poi è stato deliberato, presentava aspetti positivi, quali una maggiore autonomia decisionale di ciascuna Unione e l'esaltazione della diversità dei territori; ma presentava anche, e soprattutto,  aspetti negativi, quali un aggravio di spese, una carenza di risorse per la strutturazione della nuova Unione, il rischio di perdita dei contributi del PRT per l'anno 2020, e tempi lunghi per la "separazione" e quindi per l'operatività delle due Unioni.
Ed invece, in contrasto con tali indicazioni, e  in mancanza di un minimo di lungimiranza e buon senso, si è  adottata la decisione peggiore che, se si comprende come sia stata accettata dalla bassa Valmarecchia, che così  si libera di un "peso", essendo stata chiamata più volte ad intervenire in aiuto dei sette Comuni con risorse del fondo di sussidiarietà , non trova alcuna valida ragione sul piano funzionale, economico  e politico per essere adottata dai sette Comuni.  E' facile capire come in Alta Valmarecchia la decisione sia stata sostenuta da ragioni partitiche, più che politiche,  senza valutare ed approfondire le conseguenze (non è stato fatto uno studio di fattibilità sui sette comuni), ma con una fretta che non è mai positiva. I cittadini di Novafeltria saranno penalizzati  perchè, quale  Comune più grande, dovrà sopperire alle necessità di quelli minori. Tutte le altre conseguenze negative non saranno immediate,  perchè ci vorrà del tempo per la "separazione", ma saranno comunque  inevitabili. E così i  sette Comuni, che avevano avuto un'occasione per riaffermare la Valmarecchia unita, sostenuta dalla Regione, si renderanno conto che non ne hanno approfittato, hanno visto la Regione come matrigna e dovranno sperare in una nuova  Biancaneve,  che sembra sempre più lontana.  
Il PD di Novafeltria esprime la propria solidarietà e fa sua  la posizione di minoranza del Consiglio Comunale. Pensiamo sia un errore, grave, a danno di tutta la nostra comunità.