Martedý 29 Settembre06:21:13
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

La piccola Villa Maindi torna a vestire gli abiti di "villa dei presepi", in mostra fino all'Epifania

L'operosità dei residenti permette ogni anno di ammirare molte natività fatte di materiali e temi originali

Attualità Pennabilli | 07:20 - 15 Dicembre 2019 Il presepe del viandante che inaugura il natale del camminatore dell'associazione d'là de Il presepe del viandante che inaugura il natale del camminatore dell'associazione d'là de.

Ci sono borghi che vivono di piccole grandi bellezze, come tornare a fare cose insieme e riscoprire così il senso di comunità. Ne è un esempio Villa Maindi, piccolo paesello a 4 chilometri da Pennabilli che per tutto l’anno crea piccoli eventi e custodisce e tiene aperta una piccola ma suggestiva chiesetta ristrutturata qualche anno fa, anche da parte degli stessi abitanti.

In ogni casa c'è una creazione o un'esposizione museale che con una straordinaria "cultura di accoglienza" viene reagalata ai passanti, a volte come accompagnamento a un caffè. Da quelle parti passa ad esempio il sentiero dell’infanzia del mondo ideato da Tonino Guerra, o l’Alta via dei Parchi. Per quelle stesse vie hanno mosso di recente i loro passi alcuni affezionati dell’associazione “D’là dé foss” che ha potuto ammirare con l'occasione i presepi diffusi creati proprio da quegli operosi e preziosi residenti lungo le vie del borgo e che resteranno in esposizione fino all’Epifania, assieme all’albero di natale creato all’ingresso del borgo a salutare i viandanti e i visitatori di passaggio.

Questa fantasia e questa ricorrenza hanno permesso che Villa Maindi fosse ribattezzata nel tempo “villa dei presepi”. Di questi, l’associazione ha voluto immortalare un allestimento in particolare, quello del “natale del camminatore” ovvero la natività dello scarpone, che ben rappresenta lo spirito e gli obiettivi che si è posto il sodalizio. Scrive il presidente onorario Luigi Cappella: «Con gli scarponi possiamo attraversare i prati, i boschi e i monti dei nostri luoghi. Possiamo decidere di andare “oltre il fosso” e scoprire cosa c’è al di là di ciò che conosciamo. Oppure possiamo decidere di andare “dentra  é  foss” e arrabbiarci se qualcuno vuole tirarci fuori e non lasciarci lì per uscire da soli. Oppure possiamo anche scegliere di rimanere “id qua de’ foss” se siamo soddisfatti di quel che vediamo o sentiamo al di qua del fosso e non vogliamo correre rischi. A ciascuno di noi la scelta». Gli auguri di natale dell’associazione quest’anno li ha voluti dedicare a questa «testimonianza della ricchezza delle mani di molte donne che, con naturalezza, sanno accudire, accarezzare, abbellire quotidianamente le nostre case e i nostri luoghi».