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FOTO Apre a castel Sismondo "Fellini 100", mostra dedicata al genio immortale del cinema italiano

La mostra è visitabile fino al 15 marzo e si inserisce in un fitto cartellone di celebrazioni

Attualità Rimini | 17:04 - 14 Dicembre 2019 La preview per la stampa della mostra "Fellini 100 Genio Immortale" La preview per la stampa della mostra "Fellini 100 Genio Immortale".

Sono passati cent'anni dalla sua nascita e 26 anni dalla sua morte, un tempo relativamente breve che però fa già pronunciare senza timore quell'epiteto di "genio immortale" al quale tutti lo hanno già consacrato. Al maestro riminese del cinema italiano del Novecento Federico Fellini la sua città natale dedica un anno intero di celebrazioni - e qualcosa in più - per ripercorrere i passi che ne hanno segnato l'eccezionale immaginazione e fantasia onirica, di quelle che hanno tanto caratterizzato la sua produzione artistica, di regista ma non soltanto. Dentro alla mostra "Fellini 100 Genio immortale" c'è un assaggio di questo e cenni a molto altro: l'esposizione è stata ideata assieme al Comune di Rimini che la stava immaginando con queste connotazioni da tanti anni e progettata da Studio Azzurro. L'allestimento occupa le sale rinascimentali di castel Sismondo, trasformate per l’occasione trasformate in suggestivi "set" dedicati all’arte e all’immaginario del maestro del cinema mondiale. 

Un’esposizione unica a cui è stato assegnata una speciale medaglia di rappresentanza da parte della Presidenza della Repubblica, attribuita per il particolare interesse culturale dell’iniziativa, che è stata presentata questa mattina in anteprima alla stampa dal sindaco Andrea Gnassi, dai curatori della mostra, Marco Bertozzi e Anna Villari e Leonardo Sangiorgi di Studio Azzurro.

«"Fellini 100 genio immortale" è la prima mostra che comincia e finisce dai film di Federico Fellini - commenta il sindaco Andrea Gnassi -  Una mostra che offre al pubblico l’occasione di attraversare lo schermo ed immergersi nelle immagini e nei suoni che non sono solo estratti di pellicole, ma rappresentano gli echi della nostra memoria collettiva. Oggi inauguriamo l’anteprima di una mostra che poi sarà a Roma, Berlino e Mosca e che poi tornerà a casa, a Rimini, tra un anno per divenire collezione permanente con il Museo Internazionale Federico Fellini. Con questa operazione Rimini produce una proposta artistica e culturale di livello internazionale sul regista, facendone un testimonial per il mondo. Non si tratta quindi un omaggio canonico, statico, convenzionale al Maestro, ma una produzione culturale che ne rimetterà in circolo e amplificherà l’eredità intellettuale e cerativa nel mondo e  che dimostra quanto Rimini d’ora in avanti punterà su Federico Fellini non solo in chiave museale ma come riconfigurazione del proprio sviluppo futuro».

Un'occasione per la nipote Francesca Fabbri Fellini, parte attiva nel comitato scientifico di allestimento della mostra, per condividere ricordi dolci e commoventi della sua vita di nipote del grande maestro. Uno in particolare segna l'antefatto di un regalo che ha in serbo per "zio Federico", un «cortometraggio che si intitolerà "la Fellinette", in omaggio a un disegno a matita che zio Chicco mi regalò quando al rientro da una passeggiata sulla spiaggia di fronte al Grand Hotel di Rimini, io all'epoca avevo 5 anni ed era il giorno del suo compleanno, mi rappresentò a matita su un foglio, avvolta nella mia mantellina azzurra con i miei stivali rossi. Ecco quando è stato il momento di chiedermi cosa volessi farne di quel regalo, che guardo tutte le sere prima di andare a dormire, mi sono detta che forse questo era il modo migliore per omaggiarlo».


Fellini 100 Genio immortale. La mostra


Progettata da Studio Azzurro di Milano, è allestita a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini, e ruota attorno a tre nuclei di contenuti, nella cornice di un allestimento scenografico innovativo:

  1. la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta per passare poi al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini;
  2. il racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no;
  3. la presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini. 

La mostra presenta tanto materiale inedito che restituirà al visitatore l’immaginario felliniano. Tra le varie sezioni che la compongono, una presenta il materiale del Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare sarà esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche. 

Tra i materiali inediti è esposta la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, intitolato “Il borgo”, in una prima stesura, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che fu assistente alla regia di Federico Fellini proprio in quel film.

Sfilano gli abiti di moda ecclesiastica di Roma accanto ai costumi del Casanova, per i quali lo scenografo Danilo Donati ottenne l’Oscar. Esposto, sempre dal set di Casanova, il ciak originale, uno dei prestiti della Fondazione Fellini di Sion, con la quale il Comune di Rimini ha siglato un protocollo di intesa. Altri prestiti provenienti dall’archivio fotografico di Elisabetta Catalano e dalle collezioni private di due maestri della fotografia, come Tonino Delli Colli e Giuseppe Rotunno, riempiono le sale dedicate ai compagni di viaggio di Fellini, mentre le immagini di brani di repertorio dell’Istituto Luce e di Teche Rai scorrono accanto alle sequenze del film del regista riminese in un rinvio da cui riemergeranno gli ultimi cento anni della storia del nostro paese. Anche dall’archivio dell’Associazione Tonino Guerra ci saranno materiali inediti appartenuti al poeta, scrittore e sceneggiatore nato a Santarcangelo nel 1920, testimonianza di un incontro umano e professionale che ha segnato il cinema e la cultura italiana.

Una mostra inedita su Fellini, perché porta al centro del proprio percorso la visione dei film, e questo grazie alla partecipazione sia dei produttori più o meno recenti (come Cristaldi, Titanus, De Laurentiis, Grimaldi, Rai Cinema) sia di coloro che in questi anni, come Mediaset, hanno custodito e tutelato una parte considerevole della filmografia.
Dopo l’allestimento riminese, la mostra comincerà il suo viaggio e arriverà a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca e Berlino.


Il museo permanente

L’appuntamento del centenario sarà anche l’occasione per porre le fondamenta del museo internazionale Federico Fellini. Un'esposizione permanente che aprirà a dicembre 2020 con l'ambizione di diventare per il pubblico di tutto il mondo il luogo dove poter incontrare e riscoprire l’universo inimitabile di Federico Fellini.  Il Museo Internazionale sarà, infatti, il più grande progetto museale dedicato al regista riminese e coniugherà la poesia del cinema felliniano con le tecnologie e le scelte urbanistiche più innovative. Un Museo dell’immaginario che interpreterà il cinema del regista non come opera in sé conclusa, ma come chiave del “tutto si immagina”.

Alla progettazione del MiFF, inserito dal MIBACT tra i grandi progetti nazionali beni culturali e sostenuto da un comitato tecnico-scientifico composto da Paolo Fabbri, Vincenzo Trione, Luca Beatrice, Mario Sesti, Laura Delli Colli, Stefano Della Torre, Francesca Fabbri Fellini e Sergio Metalli, ha concorso un raggruppamento di imprese e professionisti guidato da Lumiere & Co. e Anteo,  ideazione, progetto artistico multimediale  e messa in scena  di Studio Azzurro, curatori Marco Bertozzi e Anna Villari, progetto architettonico e allestitivo di Orazio Carpenzano e Tommaso Pallaria. 


Il Logo Fellini 100 firmato da Paolo Virzì

Tutte le iniziative che festeggeranno il centenario sono raccolte sotto l’etichetta di “Fellini 100”, il cartellone delle celebrazioni felliniane coordinato dal Comitato Nazionale (costituito da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per la promozione del sistema Paese, Regione Emilia Romagna, Comune di Rimini, Fondazione Cineteca di Bologna, Istituto Luce / Cinecittà, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia / Cineteca Nazionale, Fondazione Maria Adriana Prolo/Museo Nazionale del Cinema di Torino) e che ha adottato come proprio logo un disegno del regista Paolo Virzì ispirato a una delle foto più famose della storia del cinema: Fellini domatore (di personaggi, di fantasie, di ossessioni) sul set di 8 ½, scattata da Tazio Secchiaroli. (f.v.)