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Le "cellette" votive a Santarcangelo di Romagna, ecco l'itinerario da fare 

Le "edicole votive" o "cellette", sono oltretutto un pezzo della storia artistica del territorio

Turismo Santarcangelo di Romagna | 07:22 - 15 Dicembre 2019 Celletta Zampeschi Celletta Zampeschi.

Ai Romani si deve la classica centuriazione che suddivideva il territorio in appezzamenti delimitati  da cardo e decumano. Questo creava inevitabilmente un incrocio detto dai Romani: Compitum.
In questi incroci era solito piantare una pietra come segno identificativo del confine di proprietà. Col passare degli anni, questo simbolo si ricoprì di un significato religioso. Un tempo si pensava che questi punti fossero protetti dai “Lari” (spiriti protettori della famiglia proprietaria). Con l'avvento del Cristianesimo, i santi cristiani sostituirono le divinità pagane e questi incroci divennero dei luoghi di culto soprattutto dedicati alla Madonna simbolo di fertilità alla quale si affidava la speranza di ottenere un buon raccolto. 
Nelle nostre campagne vi sono ancora tantissime “edicole votive” o “cellette” dedicate a Maria che indicano uno spazio sacro, che segnalavano ai pellegrini la presenza di una chiesa vicina e una tappa di preghiera e meditazione per i pellegrini. 
Se andiamo a Santarcangelo di Romagna, in particolare, si può proprio effettuare un itinerario mariano  osservando alcune edicole votive, o “nicchie” interessanti: Porta Cervese, via della Cella, via Campanone Vecchio, Celletta della Beata Vergine dell'Olmo (1843-1856) in via Cesare Battisti, Celletta Roccari (1868), via Cappuccini.  Molto importante è anche la Celletta Zampeschi (XVI sec.) al cui interno era presente un affresco absidale scomparso raffigurante la Madonna che allatta Gesù bambino (la foto di questo affresco si può vedere all'Archivio Pedretti presso la Biblioteca Gambalunghiana di Rimini).
Spostandoci presso il Santuario di Bonora presso Montefiore Conca, vi sono cellette mariane sui misteri del Rosario.
Nei dintorni possiamo osservare anche altre tipologie di Cellette che non sono solo mariane.   
Ad esempio se ci rechiamo al Santuario della Madonna delle Grazie di Rimini, vi sono 14 cellette ognuna delle quali costituisce una stazione della Via Crucis (XVI sec con ceramiche di Elio Morri) che narra il calvario di Cristo sul Golgota, quindi si tratta di un itinerario a carattere sacro che riprende i testi biblici. 
Vi sono anche cellette dedicate ai Santi. Ad esempio a Rimini in piazza Tre Martiri vi è il tempietto dedicato al Miracolo di Sant'Antonio che fece inginocchiare una mula davanti all'Ostia consacrata ed è presente una celletta dedicata al Santo anche a Sant'Ermete di Santarcangelo. Sant'Antonio predicò ai pesci a Rimini quindi è anche protettore degli animali poiché tutta la creazione è opera di Dio.
Ogni celletta delimita uno spazio sacro che investe l'uomo e la creazione in una perenne lode.