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La Cassazione conferma: Guerlin Butungu condannato in via definitiva a 16 anni di carcere

È colpevole di aver condotto lo stupro e la rapina di gruppo a due turisti polacchi e poi a una trans

Cronaca Rimini | 07:40 - 13 Dicembre 2019 La Cassazione conferma: Guerlin Butungu condannato in via definitiva a 16 anni di carcere

La Corte d cassazione ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione nei confronti di Guerlin Butungu, l'unico maggiorenne a capo del gruppo di quattro giovani che ha stuprato, rapinato e picchiato sulla spiaggia di Miramare di Rimini, la notte del 26 agosto 2017, una coppia di turisti polacchi e una prostituta trans peruviana, e ha aggredito una turista milanese e rapinato il compagno la notte del 12 agosto. A deciderlo la seconda sezione penale della suprema corte, che ha così convalidato il verdetto di secondo grado. La sentenza emessa il 19 aprile 2018 dalla Corte di Bologna era conforme al primo grado. Soddisfazione per la requisitoria del Pg è stata espressa dall'avvocato Maurizio Ghinelli che difende i due giovani polacchi. Butungu ha sempre negato ogni addebito dichiarandosi più volte innocente. 

Ecco il commento dell'amministrazione Gnassi:
“Con la pronuncia della Cassazione si chiude definitivamente una drammatica vicenda che nell’agosto del 2017 ha sconvolto la nostra comunità. A poco più di due anni dalle gravissime violenze consumate ai danni di tre persone, ieri la suprema corte ha rigettato il ricorso presentato dal principale responsabile, Guerlin Butungu, convalidando il verdetto di secondo grado e mettendo di fatto la parola fine su una vicenda che ha visto il Comune di Rimini dichiararsi parte civile in ogni fase del processo. Se niente potrà cancellare il dolore di quell’episodio così feroce, per le vittime e per la città, si può almeno essere soddisfatti della rapidità e dell’efficacia di tutto il sistema, dalle indagini degli inquirenti che hanno portato ad individuare in tempi strettissimi i responsabili, all’apparato giudiziario, che ci ha riconsegnato sempre in breve tempo, una condanna certa e solida. Era la risposta che l’intera comunità attendeva per poter tentare di lasciarsi alle spalle una pagina orribile, che non sarà dimenticata. Un ringraziamento sincero va quindi a tutti coloro, a partire dalla Procura e dalle forze dell’ordine, che a vario titolo hanno messo competenze e cuore per assicurare alla giustizia e gli autori di questa barbarie e che hanno garantito una pena certa per i responsabili”.