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San Giovanni, case popolari e nuove forme sociali dell'abitare: la giunta Morelli al lavoro

L'amministrazione commenta: "Ci impegniamo per dare risposte agli anziani che non sono totalmente non autosufficienti"

Attualità San Giovanni in Marignano | 12:51 - 11 Dicembre 2019 Il tavolo dell’incontro Il tavolo dell’incontro.

Lo scorso mercoledì 4 Dicembre, il sindaco Daniele Morelli, l’assessore all’urbanistica Gianluca Vagnini e l’assessore ai servizi sociali Michela Bertuccioli, hanno incontrato il presidente e i tecnici di Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna) con l’intento di procedere nella programmazione e realizzazione di alloggi pubblici che permettano la sperimentazione di nuove forme sociali dell’abitare.

All’interno del Social Housing (abitare sociale) rientrano diverse tipologie dell’abitare comune che mirano a dare risposte concrete ed efficaci a fasce di popolazione che per vari motivi (economici, sociali, fisici. psichici) possono definirsi fragili e andare dunque incontro all’impossibilità, per loro, di avere una propria abitazione.

L’amministrazione Morelli, lo scorso 27 Novembre, ha già approvato in consiglio comunale il nuovo regolamento degli alloggi pubblici a canone calmierato, specificando che alcuni di essi possono essere messi a disposizione di nuove esperienze e progetti  sociali. Prossimamente tale possibilità sarà introdotta anche negli alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica).

"Nello specifico ci  stiamo impegnando nel dare risposte e dignità alla fascia di popolazione anziana che si trova nella condizione intermedia tra l’autosufficienza e la non autosufficienza e a progetti sul modello dei gruppi appartamento per le persone disabili, alle quali sarà possibile sperimentare percorsi di autonomia all’interno del paese accompagnati da realtà territoriali competenti sul tema della disabilità", spiega l'amministrazione comunale.

“Si sente parlare molto spesso- sottolinea  l’amministrazione comunale - dell’importanza di creare progetti sul dopo di noi e in aiuto alle fasce di popolazione che, pur trovandosi in situazioni di fragilità, non sempre trovano risposte nei servizi; tuttavia, è ancora raro incontrare esperienze operative. Questo perché per passare ai fatti occorre modificare gli strumenti presenti, creare nuove modalità e mettersi in gioco rispetto a scenari nuovi, ancora non conosciuti ma sui quali occorre essere appassionatamente motivati e determinati nel dare risposte a chi ne ha diritto. Siamo pronti per affrontare con spirito di servizio nuove esperienze che sicuramente porteranno effetti su chi ne beneficerà, ma anche sulla cittadinanza, continuando la tradizione che ha sempre visto in San Giovanni un comune innovativo nel costruire una tessitura tra urbanistica e sociale e in grado di produrre benessere ed evoluzioni dei diritti civili.”