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Vomito e diarrea per ospiti dell'hotel: prosegue processo, ascoltato il cameriere

Spaghetti allo scoglio "contaminati" sarebbero la causa di propagazione del virus secondo consulente del pm

Cronaca Riccione | 07:19 - 15 Dicembre 2019 Tagliolini allo scoglio, foto di repertorio Tagliolini allo scoglio, foto di repertorio.

Lunedì 9 dicembre si è tenuta una nuova udienza del processo che vede imputato il titolare di un albergo di Riccione, accusato di commercio colposo di sostanze alimentari nocive, in relazione a quanto avvenuto a inizio settembre del 2014, quando il pronto soccorso dell'ospedale di Riccione prese in cura trentotto persone che avevano contratto il "Norovirus" o che lamentavano sintomi equiparabili allo stesso. Si tratta di un virus assimilabile a un virus intestinale, ma che ha un tasso di contagiosità molto elevato e che provoca sintomi quali mal di stomaco improvviso, nausea, vomito e diarrea. Il virus si trasmette da persona a persona, oppure tramite alimenti contaminati dallo stesso. In udienza il 9 dicembre sono stati sentiti un dirigente dell'Ausl di Bologna, consulente di parte della Procura, e un cameriere della sala, uno dei quattro dipendenti che hanno contratto il Norovirus. Sono altri otto le persone, tutte clienti, ad essere state contagiate dallo stesso. Ma la vicenda ha contorni ancora da chiarire. L'avvocato Francesco Vasini, legale dell'imputato, ha più volte rimarcato che degli oltre cento ospiti dell'hotel, solo una piccolissima parte hanno contratto il norovirus, ma non solo. Alcune delle persone offese riportate nel decreto di citazione a giudizio dell'albergatore non hanno mai avuto rapporti con l'hotel. A Riccione si era dunque verificato, in quei primi giorni di settembre, un picco anomalo di contagiati da Norovirus. Secondo quanto riferito dal dirigente dell'Ausl, il virus si sarebbe propagato da un cibo contaminato, spaghetti allo scoglio. Il cameriere ha però escluso di averli mangiati. Il processo proseguirà quindi in aprile con l'audizione di altri testimoni citati dalla Pubblica Accusa.