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'Riuso del Moderno', al progetto riminese il plauso dagli architetti di Bergamo

Il presidente Gritti ha rilanciato il protagonismo degli architetti nelle città: 'Rimini, esempo da seguire'

Attualità Rimini | 13:32 - 09 Dicembre 2019 I lavori del riuso del mdoerno a riscosso molto successo I lavori del riuso del mdoerno a riscosso molto successo.

Tra gli autorevoli relatori intervenuti nei vari appuntamenti di Riuso del Moderno, ha destato senz’altro particolare interesse il contributo di Gianpaolo Gritti, presidente dell’Ordine Architetti di Bergamo. Nell’ambito della tavola rotonda di domenica 1°dicembre, Gritti ha illustrato l’interessante progetto avviato dal suo Ordine.
“E’ un progetto in due fasi – racconta – che si è avviato a marzo 2019 e che è tuttora in atto. Si chiama Atlante Second Life e riguarda, appunto, la seconda vita delle città. Abbiamo un grande patrimonio caratterizzato da problemi che vanno tramutati in opportunità. In questa piattaforma su web orizzontale, chiunque può inserire un’immagine, compilando una brevissima scheda che contenga il desiderio che chi consegna l’immagine ha per quel luogo. Si parte da un presupposto diverso da quello che sappiamo fare benissimo in Italia, cioè lamentarci. Con questo progetto passiamo dal lamento alla segnalazione di opportunità attraverso i desideri. L’account, ad oggi, conta 242 segnalazioni per 72 comuni della provincia di Bergamo, un bacino di circa 347 mila abitanti e 140 mila metri quadrati potenziali di intervento per un valore stimato in 150 milioni di euro. Il succo del progetto è che l’ordine torni ad essere un osservatorio privilegiato del territorio. Un altro progetto dell’Ordine, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano – prosegue – è Grid Second Life, un’altra piattaforma che raccoglie progetti di trasformazione a livello mondiale, per metterli a sistema e stimolare i professionisti. Una sorta di meccanismo provocatorio per discutere come approcciarsi agli edifici second life, un atlante di buoni progetti e buone pratiche di riferimento, ma anche un modo per riavvicinare ricerca e professionisti. Ne fanno parte 84 progetti, da tutto il mondo. Quaranta colleghi, provenienti da 10 differenti Nazioni, sono stati invitati a discuterli a Bergamo in occasione del Congresso Internazionale di Architettura Moderna”.

Entrambe le esperienze, Riuso del Moderno e quella del vostro Ordine, sono accomunate dalla necessità di far tornare gli architetti protagonisti nel dibattito sulle prospettive urbanistiche dei rispettivi territori. Quale stimolo vuole trasmettere ai suoi colleghi?
“Si tratta di un punto di riferimento assolutamente necessario per prendere in mano il tema del cambiamento delle nostre città. Il problema di fondo nasce anche dalla consapevolezza che dobbiamo essere noi a guidare questo cambiamento. In un momento di crisi importante della nostra professione, non dobbiamo perderci nei lamenti ma impegnarci a farlo, essere a disposizione del territorio e ascoltarlo”.
Qual è il suo giudizio su “Riuso del Moderno” e che sensazione ha avuto vedendo e ascoltando parlare della nostra città?
“Il giudizio è assolutamente positivo, soprattutto per le attività messe in campo, un programma variegato, con interventi differenziati in grado di intercettare fasce di pubblico diverso su temi contemporanei. Anche le sensazioni ricevute sono positive. Quando si va in giro a raccontare una propria storia si ha l’opportunità di conoscerne altre, di portarle a casa come bagaglio conoscitivo. Penso di avere imparato molto nei giorni a Rimini. Le opportunità di scambio sono sempre positive”.