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Rimini Calcio, mister Colella: 'Dobbiamo alzare la soglia dell'attenzione e metterci qualcosa in più'

Domenica arriva la Trestina, unica variante il rientro Ferrani. 'Credo nella salvezza diretta'

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Sport Rimini | 13:50 - 14 Dicembre 2019 Giovanni Colella, allenatore del Rimini, in conferenza stampa alla vigilia della gara con la Triestina Giovanni Colella, allenatore del Rimini, in conferenza stampa alla vigilia della gara con la Triestina.


Dopo cinque stop di fila di cui tre col nuovo mister Giovanni Colella, il Rimini cerca punti salvezza nel match contro la Triestina (quattro punti punti nelle ultime sei giornate) domenica al Neri (ore 15,15 per un un quarto d'ora di sciopero della LegaPro). Nel Rimini Colella conferma la stessa formazione con la sola variante di Ferrani al posto di Scappi, sempre che il leggero acciacco nella rifinitura di cui il centrale è rimasto vittima, non si dimostri più grave di quel che in apparenza è. Ancora out Candido e Oliana che probabilmente saranno disponibili nell'anno nuovo.

Mister Colella, si aspettava qualcosa di più in queste tre giornate?
“Sicuramente mi aspettavo qualche punto in più. Dal punto di vista delle prestazioni sono moderatamente soddisfatto. La cosa su cui lavorare intensamente è la capacità di attenzione: ci sono momenti in cui abbiamo cali di attenzione clamorosi, dei veri e propri black out. Ci sono dei momenti in cui diamo la sensazione di non poter prendere mai gol e un momento dopo invece lo subiamo. Quanto all'attacco è vero che siamo pericolosi e creiamo occasioni, e questo è un segnale positivo, però anche in fase offensiva dobbiamo avere maggiore convinzione, più determinazione”.
Cosa serve?

“Occorre un cambio di marcia soprattutto nella testa. La squadra fa le cose benino, ma ci vuole quella determinazione, quel qualcosa in più che in questo momento ci manca. Tante volte capita di fare una partita fortunata, ma la fortuna te la devi guadagnare. Ho trovato una squadra che era in attesa, ma questo non fa parte del mio modo di pensare il calcio. L’episodio positivo non arriva se non fai niente”.

Il discorso sull'attenzione è un limite dei giocatori o si può ovviare con l'allenamento?

“C'è chi è più portato, chi meno.  In generale sono convinto che i nostri giocatori sono poco abituati, ma sotto questo aspetto hanno trovato pane per i loro denti. Qui tutti devono remare nella stessa direzione e credere negli obiettivi. Chi non si adegua può andarsene. Io voglio gente motivata, che abbia voglia di migliorarsi e visto che siamo ultimi in classifica a maggior ragione creda in quello che si fa. Il mio compito è lavorare intensamente perchè la squadra tutta alzi la soglia di questa attenzione nel tempo già in fase di allenamento. Siamo già migliorati, ma non basta”.

La salvezza diretta è un miraggio? Significa avere nel ritorno un passo molto spedito, da 25-28 punti...

“Io una volta mi sono salvato girando a nove e senza play out. In queste situazioni è il lavoro iniziale che conta, quello che stai cercando di fare, e soprattutto conta la maniera in cui tutti i protagonisti ci credono. Se tutti ci credono ci si salva. Il mio gruppo deve avere passione per questo mestiere. Ci sono lavori che non si possono fare senza passione, l’atleta professionista è tra questi. Chi timbra il cartellino deve andare via. Per me possono rimanere tutti, ma chiunque deve avere chiara questa cosa in testa”.

C’è qualcuno dei suoi giocatori che le ha fatto pensare di non crederci?
“Per me non c’è, altrimenti lo alzo”.

Arriva una big, la Triestina...

“E' una squadra di grande qualità, anche se un po' in difficoltà. Abbiamo preparato qualcosa, ma noi dobbiamo pensare a noi stessi: l'avversario va rispettato, ma noi dobbiamo pensare a fare bene le nostre cose”.


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