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Calcio C, l'ex Arnaldo Franzini re di Piacenza: due promozioni dalla D, una salvezza da -8, tre playoff

Sei stagioni con la Pro Piacenza presa in Promozione, da cinque al Piacenza: storia di un mister con Rimini nel cuore

Sport Rimini | 09:27 - 05 Dicembre 2019 Il tecnico del Piacenza Arnaldo Franzini. In gallery con la maglia biancorossa (foto da Rimini 100) Il tecnico del Piacenza Arnaldo Franzini. In gallery con la maglia biancorossa (foto da Rimini 100).

Non dite che non si può essere profeti in patria. Chiedete ad Arnaldo Franzini, il tecnico del Piacenza  - prossimo avversario del Rimini - stimato ex giocatore biancorosso per due stagioni in serie C2, tra il 1997 e il 1999 (54 presenze e 13 reti): nella prima beffardo secondo posto con 69 punti alle spalle della Spal di De Biasi (allenatore Melotti), la seconda uscita di scena al primo turno dei playoff (allenatore Bonavita). Talento, intelligenza calcistica, piedi buoni, soprattutto il sinistro.
Ebbene, Franzini – classe 1968 - da 11 anni allena a Piacenza. Per sei stagioni alla Pro Piacenza, club che dalla Promozione ha portato in LegaPro conducendola poi alla salvezza ai playout a spese del Forlì, partendo da -8; cinque al Piacenza, risorto dal fallimento, che dalla D è salito in serie C col record di punti (96) disputando tre volte i playoff. Insomma, quattro promozioni e una salvezza miracolosa. Mica male.
Il suo Piacenza edizione 2019-20120 ha uno score di 7 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte per un settimo posto in classifica (28 punti).
Arnaldo Franzini, 11 stagioni nella stessa città. Qual è il segreto per durare così a lungo?
“Il segreto sono i risultati, come dappertutto, ma vi assicuro che lavorare nella tua città è un fardello psicologico da sopportare non da poco. Il compito è gratificante, se vinci a casa tua ha un sapore particolare, ma c'è anche il rovescio della medaglia: ci sono aspettative, sei sempre al centro dell'attenzione, nel bene e nel male. Non stacchi mai. E se non ci sono i risultati ecco i problemi. Sì, allenare a casa tua è più stressante che su un'altra piazza”.

Lei è sub agente di un primario gruppo assicurativo, su You Tube c'è un bel video con lei in ufficio. Cosa farà Franzini da grande: il tecnico o l'assicuratore?
“Nella mia condizione riesco a fare entrambi i lavori, potevo diventare agente e invece sono rimasto un sub agente per dedicarmi al calcio. E' un bel mestiere iniziato tanti anni fa. Riesco a gestirmi. Ma se arrivasse una chiamata da un club cadetto o dovessi cambiare aria su una piazza che merita di serie C, beh non avrei esitazioni: il richiamo del pallone sarebbe troppo forte. Basta polizze, io sono prima di tutto un mister”.

Due promozioni dalla serie D alla C nella stessa città, col Piacenza addirittura record di punti (96), una clamorosa salvezza da -8 con la Pro, tre playoff promozione per la B con una finale. Cosa ricorda con più affetto?
“Le promozioni hanno tutte un sapore particolare, ma il risultato più clamoroso è stata la salvezza in C con la Pro  Piacenza partendo dal -8 ai danni del Forlì ai playout. E' retrocesso il San Marino che aveva in squadra Diawara, Sensi e La Mantia mentre nella mia rosa c'erano due giocatori della squadra partita dalla Promozione”.

L'ambizione di Franzini allenatore?
“Salire di categoria, meglio se col mio Piacenza. Ho il contratto fino al 2021.Vedremo quel che succederà”.

Più difficile il girone A o il girone B?
“Lo scorso anno c'erano nel girone A squadroni come Siena, Pro Vercelli, Entella, Pisa, in precedenza Alessandria e Cremonese. Però è vero che nel girone B ci sono più club che hanno ambizioni, agguerrite: c'è maggiore equilibrio, il livello medio è più alto, quest'anno in modo particolare”.

Lo scorso anno ha accarezzato la serie cadetta...
“Ci siamo giocati la promozione all'ultima giornata perdendo a Siena 2-0 mentre l'Entella ha vinto al 92' con la Carrarese. Col pareggio dei liguri saremmo saliti noi. Per quanto ci riguarda abbiano scontato una giornata particolare dell'arbitro: sullo 0-0 ci è stata annullata una rete validissima. Poi nella finale playoff ci ha battuto con merito il Trapani”.

Che ambizione ha il suo Piacenza?
“La delusione per la mancata promozione si è fatta sentire, poi ci siamo messi tutti quanti al lavoro per ripartire. Non ci siamo dati traguardi precisi se non quello di ben figurare ed essere competitivi. Navighiamo a vista, abbiamo fatto qualche pareggio di troppo: puntiamo a fare più punti possibile da qui al giro di boa poi vedremo con la società se e come intervenire sul mercato in relazione agli obiettivi che ci daremo”.

Il suo Piacenza gioca con gli under? Quale è il suo modulo preferito?
“Si, ne schiero tre. Il mio modulo preferito è il 4-3-3 perché mi piace un calcio veloce, con esterni che vadano via nell'uno contro uno, anche se da un paio di mesi giochiamo col 3-5-2. La squadra dell'anno scorso era tecnica e giocava a ritmi alti, questa è più frenata ma ugualmente composta da bravi giocatori. Il bomber è Paponi, che voi ricorderete: 11 gol senza rigori. Sta facendo molto bene”.

Domenica affronta il Rimini. A vent'anni dal biennio in biancorosso che ricordi ha?
“Alla città di Rimini, al Rimini Calcio, al presidente Vincenzo Bellavista e a tutti i suoi collaboratori sono legato da ricordi indelebili. Ho vissuto due anni splendidi come credo possano testimoniare tutti i calciatori che sono passati da lì anche successivamente. Rimini è stato sempre un punto di riferimento negli anni della gestione Cocif. C’erano squadra, società, tifosi. Un clima unico, coinvolgente. Quel  Rimini, il mio Rimini, avrebbe meritato la serie C1: da allora ho sempre seguito le  vicende del club biancorosso".

Il suo ricordo più bello da calciatore?
“Il gol alla Juve in Coppa Italia al Mapei Stadium: finì 1-1. pareggiò Conte. Era la Juve che arrivò in finale d Champions. Io giocavo nel Brescello”.

Come è cambiato il calcio di terza serie in 20 anni?
“E’ cambiato tanto, in peggio. Ci sono ottime squadre e bravi giocatori, ma sotto il profilo della qualità il livello medio si è abbassato. Il motivo? Non credo siano solo le regole degli under e gli incentivi, ma ci siano più cause”.

Domenica Piacenza-Rimini.  Che dice?
“Per noi sarà molto dura, ho visto a squadra di Colella in tv contro il Ravenna e mi ha fatto complessivamente una buona impressione. Tra l’altro noi abbiamo perso punti contro avversari di bassa classifica, le più difficili da affrontare mentre con le big siamo imbattuti: abbiamo vinto con Vicenza, Carpi e Triestina e pareggiato con Padova e Reggiana. Comunque dobbiamo vincere".
ste.fe.