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AUDIO A Rimini piazza gremita di sardine anti Salvini: cori con Bella Ciao e Romagna Mia

I manifestanti, circa settemila, hanno occupato la vecchia Pescheria e piazza Cavour

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Attualità Rimini | 19:59 - 24 Novembre 2019 Le "sardine" in piazza Cavour Le "sardine" in piazza Cavour.

È una piazza stracolma di "sardine" quella di Rimini. I manifestanti, circa 7 mila secondo le stime, hanno occupato piazza Cavour e la vecchia pescheria fin dalle 15.30, momento in cui gli organizzatori hanno chiamato a raccolta tutti quelli che volessero munirsi di una sardina fresca di pennarello e forbice. Il momento più emozionante del pre-manifestazione è stato forse l'arrivo dell'enorme sardina blu con scritto "Magna questa" dei santarcangiolesi accompagnata dal suono di alcune conchiglie come a ricordare gli avvisi acustici dei porti.

Mattia Santori accende la piazza



Tra i riminesi c'è chi ricorda una piazza così piena solo per i funerali di Federico Fellini. I manifestanti, famiglie, ragazzi, anziani, bambini e disillusi dalla politica attuale hanno ascoltato con passione e interesse l'intervento di Mattia Santori, uno degli ideatori bolognesi del fenomeno anti-Salvini, che però non vuole contrapporsi al partito quanto più ai sentimenti di odio, razzismo, narrativa pilotata e strumentalizzata che fa guadagnare voci parlando soprattutto alla pancia invece che alla testa. «Abbiamo fatto un casino sto giro», esordisce Santori dai porticati di palazzo , «le idee nascono dal cervello e dobbiamo ricordarci che il corpo, la presenza fisica in uno spazio politico, come quello di una piazza, sarà la più grande risposta al populismo di destra e alla retorica dell'odio. Questa era la piazza che aspettavamo di più perché continuano a romperci le scatole che la Romagna è leghista e questo non si può sentire», mentre proprio in quel momento Matteo Salvini era a 300 metri per inaugurare la sede provinciale della Lega in via Bonsi. «La nostra risposta sarebbe stata l'assoluta indifferenza, la nostra arma più grande, ma tanto non avrebbe potuto trovare nemmeno uno spazio per entrare perché noi le piazze le riempiamo. Non possiamo esimerci di fare la stessa domanda che abbiamo fatto a Bologna: dove siamo stati in questi anni? La differenza è che non puntiamo il dito verso la politica, i vertici, i candidati, l'astrazione, ma contro noi stessi: se tutto questo è potuto succedere è anche e soprattutto per colpa nostra. Se torniamo a casa ci sediamo sul divano e continuiamo a criticare, non abbiamo capito niente di tutto questo. Le nostre due città, Rimini e Bologna, sono attraversate da un flusso continuo, è molto bello trovarsi non solo all'università o sotto un ombrellone, ma anche a parlare di politica e non dobbiamo vergognarcene. Abbiamo avuto paura di dire che la vita reale e la politica sono complesse».
E poi inevitabile un commento e un passaggio su Lucia Borgonzoni: «Ha chiesto quando presentiamo contenuti, vorrei ricordare che è andata in parlamento con una maglia con scritto "Parlateci di Bibbiano" e che il Paladozza per il lancio della campagna elettorale era pieno di lombardi, trentini e veneti, non di emiliano-romagnoli, e che ha rivendicato il fatto che da 3 anni non legge nemmeno un libro. Allora noi non abbiamo fatto la morale a nessuno, abbiamo dato un'alternativa, non abbiamo bisogno di nessuna lezione, non questa piazza né chi oggi si è messo a disegnare una sardina, a scendere in piazza e a esprimere un messaggio diverso».

Dopo l'intervento del giovane e l'introduzione di una docente del riminese, che ha invitato le sardine presenti a essere hanno cantato "Bella ciao" e "Romagna mia". Tra i cartelli capeggiano le scritte: "Salvini per te solo margarina nella piadina" e "Più sardine, meno capitoni". La piazza è stata presidiata dalle forze dell'ordine.

«Ogni giorno lanciamo cinque o sei piazze diverse in tutta Italia. Il calendario ormai è di 30 appuntamenti, a cui se ne aggiungeranno altri 15-20». aggiunge Santori. «Speriamo di riuscire a concludere tutto entro il 14 di dicembre», che sarà la giornata finale della prima fase a Roma. Ma questo è l'obiettivo a breve termine: a medio-lungo termine c'è la voglia di riattivare un senso di appartenenza alla politica ma anche una sana rivendicazione dei diritti fondamentali e del rispetto delle coscienze degli elettori.

Francesca Valente e Maria Assunta (Mary) Cianciaruso

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