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L'idea: portare l'arte contemporanea nei luoghi della Valmarecchia come attrazione turistica

Al via un progetto per trasformare le strade e le vie in un museo a cielo aperto grazie ad artisti di tutto il mondo

Attualità Talamello | 06:41 - 25 Novembre 2019 Andrea Bartoli e Florinda Saieva ospiti della sede dell'associazione Tonino Guerra di Pennabilli Andrea Bartoli e Florinda Saieva ospiti della sede dell'associazione Tonino Guerra di Pennabilli.

Un progetto ambizioso per trasformare la Valmarecchia in un museo dove i corridoi e le sale sono le strade, le vie, i percorsi che si visitano a piedi o in bicicletta. L'idea trae ispirazione dal Farm Cultural Park di Favara, paese dell'agrigentino, quello che è definito il primo parco turistico italiano, ma in realtà è l'espressione di una strategia di valorizzazione del territorio, attraverso la riqualificazione degli edifici e lo sviluppo di percorsi di arte contemporanea, grazie alla collaborazione di artisti di tutto il mondo. I promotori del Farm Cultural Park, che ha creato un indotto certificato di 20 milioni di euro in poco meno di 10 anni, sono Andrea Bartoli e Florinda Saieva, invitati qualche giorno fa in Valmarecchia dalle persone che stanno curando il progetto: un gruppo di privati, tra essi Antonio Minnuzzo, Mariangela Di Pasquale, il professore Nevio Monacchi, Gianluca Zucchi, Stefano Zanchini e Salvatore Tabone, che è proprio originario di Favara e ha suggerito questa sinergia tra la Romagna e la Sicilia. I due ospiti hanno visitato il parco Mutoid a Santarcangelo, San Leo e Pennabilli dove hanno visitato il Museo Mateureka, spendendo parole di elogio per gli incantevoli luoghi della Valmarecchia, definita "Una valle incantanta con un bellissimo fiume e bellissime rocche". Nel contempo Nevio Monacchi, Marco Sartini e l'artista JodyPinge, Jody Boschetti, hanno sviluppato "Mu.Di.Va", Museo Diffuso Valmarecchia, con l'obiettivo di far risaltare la bellezza naturale della Valmarecchia attraverso percorsi e installazioni artistiche. Si punta sull'arte contemporanea, da affiancare naturalmente alle bellezze architettoniche (come la fortezza di San Leo) e al ricco patrimonio artistico già esistente, senza tralasciare naturalmente il turismo sportivo.