Lunedì 09 Dicembre09:38:24
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

L'ex allenatore dell'Italia di Pallavolo Mauro Berruto al teatro di San Giovanni

Martedì 26 novembre alle 21 protagonista di Capolavori. Parlerà tra gli altri di Muhammad Alì e Maradona

Sport San Giovanni in Marignano | 12:37 - 23 Novembre 2019 Mauro Berruto ai tempi della nazionale di pallavolo Mauro Berruto ai tempi della nazionale di pallavolo.

Martedì 26 novembre alle ore 21:00 al teatro di San Giovanni in Marignano serata speciale con Mauro Berruto, già allenatore della nazionale italiana di pallavolo che ha vinto, fra le altre, la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Berruto, sul palco, sarà protagonista di "Capolavori", un’indagine appassionata alla scoperta di come il gesto dell’allenare non sia esclusivo di chi entra in uno spogliatoio, ma pratica quotidiana per mettere insieme persone, trasformarle in squadre e orientarle verso l’obiettivo.

Ecco alcune delle narrazioni, intrecciate con l’arte dello storytelling ed evocate da parole, immagini e video d’epoca, letture, musiche: la prima completa testimonianza melodica giunta a noi dalla Grecia classica l’epitaffio di Sicilo insieme al Manuale dell’allenatore di Filostrato di Lemno, la prima completa testimonianza dello sport nei primi secoli dopo Cristo.
Muhammad Alì, la storia della fotografia del secolo si intreccia con una sua brevissima e illuminante poesia composta e recitata davanti ai laureandi di Harvard.
William Turner, un pittore che era il n° 1, ma che passò alla storia grazie a un insight, e riuscì a capovolgere un paradigma.
Gli eroi di Hemingway, e la loro “grace under pressure”.
Diego Armando Maradona e il goal più bello della storia del calcio.
Yves Klein, un blu che non c’era prima e che ci testimonia di come prendersi cura di un dettaglio possa essere un gesto politico.
Antoine de Saint-Exupery, la sua definizione di allenamento che ritroveremo nelle maglie arancioni dell’Olanda di Rinus Michels e Johan Cruijff per allineare il desiderio di ogni singolo componente della squadra in modo da muoversi come uno stormo.
Jury Chechi, i 40 secondi che colmarono otto anni di desiderio, insieme allo struggente finale della maratona di Gabriela Andersen-Schiess ai Giochi di Los Angeles 1984, che rappresentano lo stesso sguardo delle opere di Lisippo, uno scultore che più di duemila anni fa riusciva a rappresentare nel bronzo o nella pietra la forza, la bellezza, la grazia e la dignità di un gesto.
Kostantinos Kavafis e la sua poesia Itaca, quella che insegna la bellezza del viaggio e delle contaminazioni.