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Al Cinepalace di Riccione il film rivelazione di Cannes: Parasite

Clamoroso cocktail di generi che va dalla commedia nera al dramma sociale, passando per il thriller

Eventi Riccione | 12:28 - 23 Novembre 2019 Una scena del film Parasite Una scena del film Parasite.

Per la Rassegna Cinema d'Autore Lunedì 25 e Martedì 26 novembre 2019 in programma al Cinepalace di Riccione Parasite, il film del regista sudcoreano Bong Joon-ho che ha vinto la Palma d'Oro del 72esimo festival di Cannes 2019.
Clamoroso cocktail di generi che va dalla commedia nera al dramma sociale, passando per il thriller capace di assumere venature quasi horror ma anche per un sentimentalismo commovente, Parasite è stato il primo film sudcoreano a vincere il festival, e il primo a ricevere la Palma d'oro all'unanimità dai tempi di La vita di Adele di Abdellatif Kechiche.
Le serate della Rassegna Cinema d'Autore sono accompagnate dal rinfresco che anticipa le proiezioni offerto da TerraeSole di Rimini con piatti dolci e salati e vini del territorio.
Scritto e diretto dal regista coreano già ritenuto un maestro nonostante una filmografia che annovera solo sette titoli, Parasite può essere letto in prima istanza come una descrizione paradossale non priva di ironia di una lotta di classe molto sui generis. Con un ragazzo povero ma intelligente che trova rapidamente il modo di ingannare una famiglia di ricchi tanto ingenui quanto snob. Grazie ad una sapiente messa in scena, il giovane Kevin ci mette molto poco a far assumere la sua intera famiglia al servizio presso i Park, spacciando sé stesso per uno studente universitario di inglese, la sorella per una accademica esperta di arte terapia, il padre per un autista di lungo corso di auto di lusso e la madre per una esperta governante referenziata. A patto che tutti fingano di non conoscersi per mantenere la parvenza illusoria di una professionalità inventata. Un piano perfettamente riuscito per vivere da parassiti raccogliendo le abbondanti briciole che i loro datori di lavoro disseminano nella loro vita troppo concentrata su fobie immaginarie e carriera di successo. Perché Kevin, Jessica e i loro genitori farebbero di tutto per scappare da una povertà ben espressa dallo scantinato in cui vivono. Rubando il wi – fi ai negozi sulla strada. Sbraitando inutilmente contro un ubriaco che viene a urinare nel vicolo davanti alla loro feritoia. Litigando con chi li sottopaga per lavori che nessuno vuole fare. Nascondendosi come blatte nel buio quando qualcuno per caso accende una luce che potrebbe far scoprire il loro inganno. Scappando nelle loro tane se qualcosa rischia di cancellare quella felicità delle cose a cui hanno sempre aspirato