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Caos nuova questura, querelle a tre fra Salvini, Gnassi e Morrone su meriti e responsabilità

Lega e Pd alla rincorsa delle ragioni a colpi di citazioni di "pacchi" e di proposte mancate

Attualità Rimini | 12:27 - 20 Novembre 2019 Caos nuova questura, querelle a tre fra Salvini, Gnassi e Morrone su meriti e responsabilità

Prima di entrare al Palacongressi di Rimini per prendere parte al nono convegno nazionale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), il segretario federale della Lega Matteo Salvini è stato interpellato dai giornalisti sul tema irrisolto della questura di Rimini. «Da ministro abbiamo fissato l’affitto per il tempo necessario per trasferirsi nel nuovo stabilimento, ma sui ritardi di quell’enorme palazzone che ormai è lì da decenni andiamo a citofonare a casa del Pd per chiedere perché e per come. Ho fatto quel che la cittadinanza si aspettava: speriamo che non cambino progetto, ho sentito di ipotesi alternative che farebbero perdere altro tempo».

La risposta proprio del sindaco Pd Andrea Gnassi, non si fa attendere e viene offerta alla sua pagina Facebook: «Siamo a Rimini, Salvini e qui è mare di paganelli che abboccano a tutto, ma i riminesi non beccano. Il dialetto è più di una sentenza quando si sentono bugie e fandonie come quelle dell'ex ministro Salvini a Rimini. Parla lui dello scandalo della nuova Questura, proprio lui che da ministro ha stracciato l’accordo sulla sicurezza firmato pochi mesi prima in Prefettura... Proprio lui che ha fatto ritirare all'Inail la proposta di acquisto dell'immobile di via Bassi già inoltrata al curatore fallimentare per 7,5 milioni di euro e ha fatto saltare la ristrutturazione? Proprio lui che non ha messo un euro sulla sede temporanea di via Bornaccini liberata dal Comune per darla ai poliziotti, i cui lavori di ristrutturazione per 700 mila euro sono stati pagati dal Comune di Rimini... Proprio lui e il suo amico Morrone, che hanno allungato la ‘temporaneità’ della sede di piazzale Bornaccini a 18 anni…Proprio lui che quand'era ministro ha abbandonato a se stesso il 'bubbone' di via Bassi e ha annunciato la contestuale chiusura e dismissione della Giulio Cesare senza uno straccio di proposta? Proprio lui, che mi ha tirato “un pacco istituzionale" chiedendo un incontro e poi non ha mai voluto incontrare nessuno, regalando due 'bubboni' a Rimini, questura e caserma?».

La replica del deputato interpellato Jacopo Morrone non si fa attendere: «La classe non è fra le doti del sindaco Gnassi, che ha creduto di fare la solita smargiassata scrivendo un confuso post contro la Lega e Salvini. Capiamo le angustie nel vedere avvicinarsi la fine della sua carriera di professionista della politica dopo quasi 10 anni di amministrazione, il quale lascerà una pessima eredità alla prossima amministrazione. Rimini avrebbe meritato molto di più e potrebbe competere con le città turistiche con più appeal a livello internazionale. La troviamo invece ultima in Italia per sicurezza, indebitata, con una tassazione comunale esorbitante, senza prospettive, né progetti lungimiranti». Ma tornando alla questura «ha ragione Salvini: sulla annosa vicenda della Questura il Partito democratico ha grandi responsabilità e se il primo cittadino non sa riconoscerle, non se la prenda con noi. Al contrario del Pd, la Lega ha concorso a risolvere positivamente questo problema nel breve periodo, con la sede temporanea di piazzale Bornaccini, e, se ne avrà la possibilità, cercherà di mettere la parola fine al problema con una soluzione definitiva che accontenti tutti.È il tempo di dire basta ai fraintendimenti e alle mezze bugie del sindaco, la cui unica via d’uscita sarebbe dare le dimissioni per manifesta incapacità».