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Congresso Sap, Gasparri cita e rilancia Salvini sul caso Cucchi: "Caro Matteo, la droga fa male"

Casus belli l'affermazione del segretario della Lega dopo la condanna ai due carabinieri. E Ilaria querela

Attualità Rimini | 07:56 - 20 Novembre 2019 Matteo Salvini durante il nono congresso del sindacato autonomo di polizia a Rimini Matteo Salvini durante il nono congresso del sindacato autonomo di polizia a Rimini.

Pochi mezzi, poche tutele, stipendi bassi e incertezza della pena. Il segretario generale del sindacato autonomo di polizia Stefano Paoloni lancia l’allarme di un’intera categoria di fronte a una platea che più affollata e ricca di così, forse solo in parlamento. Tra gli ospiti, martedì mattina al Palacongressi di Rimini, del nono convegno del Sap che con l’occasione ha festeggiato anche 40 anni di attività, c’erano l’ex ministro dell’interno e segretario della Lega Matteo Salvini, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, diversi esponenti di molti comuni del territorio riminese, il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami.

Il premio per l’arringa più animata se lo giocano proprio questi ultimi due relatori, che con tono animoso e a tratti concitato hanno rilanciato alcuni degli slogan più cari alla destra. «Ho sentito parlare di Paese, ma noi dobbiamo difendere la Patria e chi indossa una divisa non lo fa certo per lo stipendio», incalza Bignami, aprendo l’enorme e pare irrisolvibile capitolo dei codici identificativi sopra i caschi della polizia: «Questa proposta è inaccettabile, sappiamo bene che è strumentale e non funzionale ai fini per cui viene richiesta». Su questo tema Gasparri si infiamma: «I codici non passeranno mai perché servono alle sardine per denunciare il modo pretestuoso le forze di polizia».

Non è mancata nemmeno l'occasione per difendere il commento di Salvini alla sentenza di primo grado del processo Cucchi bis: «La droga fa male caro Matteo, è vero. Bisogna spiegarlo un po’ a tutti, noi lo sappiamo. Si pensi anche all’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, anche quello è un delitto a base di droga», e per avallare la sua affermazione Gasparri cita la persecuzione contro il fondatore della comunità di San Patrignano Vicenzo Muccioli, arrestato per la sua azione di prevenzione e lotta contro l’uso, l’abuso e lo spaccio di sostanze stupefacenti. E non pago, rincara la dose citando un caso simile, quello di Federico Aldrovandi, che finì a suon di polemiche in tutti i giornali partendo proprio, nuovamente dal congresso Sap: «Nel 2014 ero sempre qui a Rimini e il congresso del Sap era finito sotto processo perché la sala aveva applaudito i tre agenti condannati per la morte di Aldrovandi», anche se poi, il Sap si difenderà, la standing ovation era per il vicequestore di Bologna, che durante una manifestazione si era tolto il casco per protesta contro il lancio di oggetti.

Proprio per colpa degli attacchi contro le forze dell’ordine, solo nel 2019 si contano dieci operatori deceduti (non soltanto polizia ma anche carabinieri e vigili del fuoco), un momento «drammatico per il nostro comparto, uno degli anni più bui della storia recente», esordisce Paoloni. «Quando interveniamo c’è il fallimento della politica perché non ha saputo intercettare le istanze della popolazione. Siamo lasciati spesso soli con il cerino in mano». L’escalation di aggressioni è diventata talmente importante che l’osservatorio del Sap ha iniziato a contarle: «Ne abbiamo registrate 228 da giugno, con 404 colleghi feriti. Un numero parziale, visto che si basa sulle denunce dei colleghi. Il fenomeno va inquadrato e affrontato». Il timore più grande è che le forze dell’ordine vengano sempre più «strumentalizzate, diventando bersagli della criminalità e perfino schedati nel dark web con nome, cognome e abitudini, attribuendoci perfino un codice identificativo per rintracciarci».

La controproposta è presto che detta: «Vogliamo piena trasparenza, più telecamere, che seppur invocate non sono ancora in dotazione. Vogliamo essere messi sotto campana di vetro, con bodycam addosso e nelle nostre auto di servizio, oltre che negli ambienti in cui operiamo con persone a misure sottoposte a controllo di polizia».
Qui si apre l’enorme capitolo dei teaser, un ausilio che sarà dato in dotazione a 1500 agenti di 12 città italiane a partire dall’inizio dell’anno come annunciato da Salvini, costruito dall’azienda Axon, che ne detiene i diritti a livello mondiale e che li ha definiti apparecchi sicuri, in grado di garantire la desistenza del soggetto colpito, con sistemi di sicurezza in grado di registrare numeri e livelli di scosse, anche per monitorare l'azione di chi li usa. Questo sarebbe, a dire del Sap, un ottimo modo per non ricorrere all'uso della forza, spesso con conseguenze lesive anche per le forze dell'ordine. «I nostri sono diventati interventi difensivi, ma non per la cittadinanza e l’ordine pubblico, per proteggere noi stessi. Viviamo perfino in una condizione dove chi vuole rivalersi del nostro operato controdenuncia chi è intervenuto nei suoi confronti, spostandolo da teste a coimputato in procedimento connesso», continua Paoloni. «Siamo un sindacato debole perché non abbiamo il diritto allo sciopero, inoltre la nostra amministrazione è in regime di diritto pubblico quindi ogni vertenza finisce di fronte al Tar, non al giudice ordinario».

È la volta di Salvini, che dal palco rilancia alcuni dei commenti già rilasciati nei giorni, ma anche nelle ore antecedenti, come l'indagine disposta a suo carico dal Pm di Agrigento per il caso Open Arms. Toccando però anche temi più attinenti al congresso: «Lo sport preferito da alcuni detenuti è la denuncia temeraria per presunte violenze o torture subite in carcere: anche quella normativa va rivista, basta avvocati gratis per i delinquenti all'infinito». Sul tema della divisione in carabinieri e polizia fa un accenno: «C'è una sana competizione tra i due corpi, ma ci vorrebbe anche una razionalizzazione in nome della giustizia». Torna ancora d'attualità il dibattito sul servizio militare, su cui sostiene il segretario «stiamo lavorando per renderlo obbligatorio, in alternativa al servizio civile per ragazzi e ragazze. Ci sono valori che si stanno perdendo come la disciplina, la convivenza, il rispetto delle regole». E poi l'annuncio in chiusura, una minaccia al governo giallo-rosso: «Stiamo per tornare al governo, questo è un impegno».

Poco prima di entrare al Palacongressi, alla prova dei giornalisti Matteo Salvini aveva annunciato di voler partecipare domenica al presidio delle "saraghine", che non sono sarde né alici, ma fanno comunque parte del movimento delle sardine inaugurato a Bologna a margine del lancio della campagna elettorale leghista in Emilia-Romagna. «Non ci sarà uno scontro, io vado a proporre alle piazze contro, che sono rispettabili, quindi sono curioso di sapere qual è la proposta».

Francesca Valente