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Riviera romagnola turbata dalla presenza della mafia, Libera Rimini scende in campo con un corso

Appuntamento con i futuri educatori sul tema domenica 24 novembre e 15 dicembre

Eventi Rimini | 07:58 - 19 Novembre 2019 Libera contro le Mafie Rimini (foto da Facebook) Libera contro le Mafie Rimini (foto da Facebook).

La mafia è una «montagna di merda» e Libera Rimini non ha nessuna intenzione di restare a guardare.

Perché non sono bastate l’indagine Titano, l’operazione Mirror, il processo Black Monkey. Forse non è stato sufficiente neanche il processo Aemilia, il più grande degli ultimi anni che ha tolto il velo sulla presenza della ‘ndrangheta nella regione Emilia-Romagna culminato in 125 condanne, 1200 anni di carcere inflitti in totale. C’è ancora chi prova a minimizzare la presenza e l’azione della criminalità organizzata in Emilia Romagna e nella provincia di Rimini. Quantomeno la più recente operazione Hammer, conclusasi con l'esecuzione di dieci misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso dovrebbe ricordare che sì, «anche a Rimini c’è la mafia».

«Le associazioni antimafia e gli studiosi lo ripetono da un decennio: le mafie in riviera non sono “solo” infiltrate, «sono radicate e noi di “Libera Contro le Mafie” siamo da 25 anni coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente “per”: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica. Per questo anche qui in Riviera non ci perdiamo d’animo e continuiamo a ribadire che la mafia c’è e dobbiamo affrontarla».

Con un lavoro continuo, coerente, costante negli anni che fa cronaca ma non fa notizia. «Incontriamo migliaia di studenti ogni anno, teniamo laboratori in parrocchie, università, carceri. Organizziamo campi antimafia, eventi, corsi di formazione per docenti e cittadini. Abbiamo portato in piazza Cavour oltre 7 mila persone per la giornata nazionale della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie, con un lavoro che ha coinvolto tutte le componenti della società civile. Proviamo ad esserci e a fare, dalla Valconca alla Valmarecchia. Perché siamo volontari, ma siamo, prima di tutto cittadini. Perché siamo lo Stato». Periodicamente si incontrano anche i piccoli banchetti in piazza per acquistare prodotti provenienti dai beni confiscati alle mafie, i quali esistono anche sul territorio romagnolo, sono più di 20 ma pochi conoscono.

Per questo il coordinamento riminese di Libera assieme a quelli di Ravenna e Forlì-Cesena ha organizzato per il terzo anno due giornate di formazione per i futuri educatori sul fenomeno delle mafie. Il primo è in programma domenica 24 novembre, il secondo domenica 15 dicembre, entrambi al centro giovani RM25, dalle 9 alle 14 (il secondo appuntamento terminerà alle 17). «Ci auguriamo di trovarci tutti dalla stessa parte, a ribadire, come diceva Peppino Impastato, che la mafia e un montagna di merda, ma soprattutto che anche se non abbiamo mai avuto anticorpi, ci possiamo ancora curare».

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