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Il lavoro dev'essere uguale per tutti: il progetto della Provincia di Rimini che vuole superare le differenze

Si intitola "Lavoro! Libere tutte" e vuole superare le differenze di genere in ambito aziendale

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Attualità Rimini | 15:05 - 18 Novembre 2019 Il tavolo delle relatrici alla conferenza stampa in provincia Il tavolo delle relatrici alla conferenza stampa in provincia.

Sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica del territorio riminese, favorendo l’accesso al lavoro, ai percorsi di carriera e alla promozione di progetti di welfare aziendale orientali al bilanciamento vita-lavoro e al miglioramento della qualità di vita delle persone. Non è un sunto, ma il titolo del progetto che la Provincia di Rimini in compagnia di sedici Comuni, tre istituzioni pubbliche, due università, un’azienda no-profit e dodici fra organizzazioni sindacali e di categoria, una cooperativa sociale, dieci associazioni e altri cinque soggetti misti ha presentato alla Regione per ottenere un finanziamento con cui mettere in campo soluzioni di merito e di metodo per rendere il lavoro davvero uguale per tutti.
Il titolo, ben più evocativo e riassuntivo, è “Lavoro! Libere tutte” e il progetto è stato presentato lunedì mattina nella sede provinciale del centro storico di Rimini alla presenza dell’assessora regionale alle pari opportunità Emma Petitti, della consigliera provinciale con delega analoga Giulia Corazzi, della coordinatrice del Cescot Licia Piraccini, del direttore di Figli del Mondo Andrea Zanzini in compagnia di Lisa Rambaldi, coordinatrice dello stesso progetto. La proposta è arrivata seconda in graduatoria con una richiesta di finanziamento di 50 mila euro e un finanziamento regionale di 32 mila cui la Provincia aggiungerà 10 mila euro. I restanti 8 mila saranno cercati tra finanziatori, partner ed enti compartecipanti.

Obiettivi
Attraverso il rafforzamento della rete fra pubblico e privato, questo progetto mira a rafforzare le competenze femminili, approfondire le opportunità del web e di altri strumenti di informazione, promuovere l’autonomia economica, aumentare la conoscenza delle esigenze delle donne nel lavoro, soprattutto sul tema della conciliazione con la vita privata, rendere più operativi i comitati unici di garanzia delle pubbliche amministrazioni, sviluppare la contrattazione di genere, contrastare pregiudizi e stereotipi e sensibilizzare sul rischio di stress lavoro-correlato. Più nel concreto, le aziende prescelte saranno affiancate per attivare politiche di welfare, sperimentare misure flessibili di lavoro, sensibilizzare al trattamento paritario.

Partendo dai dati
Questo progetto servirà anche a raccogliere e aggiornare i dati sul tema, spesso sconnessi e non sempre aggiornati. Secondo i dati dell'Agenzia regionale per il lavoro, la provincia di Rimini nel 2017 aveva un tasso di occupazione femminile pari al 56,8 per cento, maschile al 70 per cento, una differenza che si attenua nell’ambito della disoccupazione dove è del 10,6 per le donne, 9,8 per gli uomini. L'incidenza del part time è localmente superiore al resteo delal regione e riguarda soprattutto le donne, il che denota l'esigenza di conciliare il lavoro con l'attività di crescita e cura. Aumenta anche il lavoro intermittente, il che fa emergere un contesto fortemente frammentario dell'attività lavorativa femminile che avrà molte conseguenze nel lungo periodo.
Secondo i dati della Camera di commercio della Romagna poi, le imprese femminili (prevalentemente medie o piccole) nel 2018 erano pari al 21,8 per cento del totale, poco sopra alla media regional e poco inferiore a quella nazionale. La maggior parte della forza lavoro femminile, manco a dirlo, è impiegata nel settore turistico dove non sono infrequenti episodi di precariato e sfruttamento.

Strategie
Verranno attivati percorsi di potenziamento per donne lavoratrici, al fine di rinforzare le loro competenze nello sviluppo professionale ma anche nelle competenze trasversali. Attraverso un questionario che sarà somministrato a un campione di aziende e con l'ausilio delle università di Bologna e Rimini, del Centro per l'impiego e della no profit Ethicjobs, verranno analizzati i dati di ritorno per rilevare i bisogni delle donne nel mondo del lavoro. Ci saranno poi un convegno sul lavoro agile, un corso di formazione per docenti e consulenti di enti di formazione accreditati. Il percorso terminerà a fine del 2020 e nonostante i bersagli ambiziosi, può contare su una rete solida, proprio quella  che è stata premiata da parte della Regione: «Sono sei i progetti protagonisti in questo territorio», ricorda l'assessora Emma Petitti, «il nostro scopo sarà tenere assieme il tessuto e fare di più per puntare ai livelli di strategia dei Paesi del nord Europa».

Francesca Valente

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