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Rubano il pin con lo sguardo e svuotano il conto di sei malcapitati: arrestati madre e figlio nomadi

Le vittime avvistate al supermercato, in farmacia e in banca: chiedevano informazioni per l'Ausl

Cronaca Riccione | 11:45 - 16 Novembre 2019 I carabinieri della compagnia di Riccione durante la conferenza stampa al comando di Rimini I carabinieri della compagnia di Riccione durante la conferenza stampa al comando di Rimini.

Memorizzavano i pin con lo sguardo dopo aver selezionato accuratamente vittime fragili, come anziani o persone all'apparenza non sospettose. Quindi le seguivano nel parcheggio dell'attività (supermercato, farmacia o addirittura banca tra Riccione e Sant'Andrea in Casale) e con una scusa le avvicinavano per rubare il portafoglio e svuotare il conto senza essere visti. Per questo madre e figlio nomadi sono indagati per furto aggravato in concorso, indebito uso di carte di credito e ricettazione. Per entrambi il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, provvedimento eseguito dai Carabinieri di Riccione. Nelle indagini preliminari è finito anche un terzo complice, un giovane di 20 anni per il quale il giudice ha disposto il divieto di dimora in Emilia-Romagna. In una delle operazioni di distrazione è stata impiegata anche una minorenne, affidata all'autorità giudiziaria minorile.

La ricostruzione dei fatti

Secondo il racconto del capitano Luca Colombari, comandante della compagnia di Riccione, in tutto sono sei le persone derubate di borse e soldi. Gli episodi si sono verificati tra il settembre e il novembre del 2018 in quattro supermercati o negozi e in una banca di Riccione, più una farmacia di Sant'Andrea in Casale. Mentre il figlio 21enne si avvicinava con la scusa di voler sapere dove si trovava la sede dell'Ausl, la madre approfittava del momento per sfilare il portafoglio dalla borsa, o per comodità prendere la borsa intera. il terzo autore poi era incaricato di andare allo sportello per svuotare il conto, in possesso del pin sbirciato poco prima. In questo modo sarebbero riusciti a impossessarsi di somme che oscillavano tra i 200 e oltre i mille euro a persona. Il fatto di chiedere sempre le stesse indicazioni ha permesso agli inquirenti di collegare gli avvenimenti tra di loro.