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Il caso del malato di HIV che cercava donne sul web: già alcune chiamate alla linea dei carabinieri

Molto importante l'esame del computer dell'uomo, un cameriere trentenne del Forlivese

Cronaca Rimini | 15:03 - 15 Novembre 2019 Caserma dei Carabinieri di Rimini Caserma dei Carabinieri di Rimini.

Alla linea telefonica attivata dai carabinieri (0541-768528) sono già giunte alcune telefonate – almeno quattro – da parte di donne che hanno conosciuto il trentenne sieropositivo, agli arresti domiciliari e indagato per lesioni gravi e tentate lesioni: l'uomo - un cameriere del Forlivese di origine brasiliana, simpatico, di bell'aspetto e dal fisico atletico, taceva di essere affetto dall'HIV e contagiava donne conosciute online. Dopo gli articoli di stampa dei giornali e dei siti on line, crescerà il numero di coloro che utilizzeranno la linea dedicata con un operatore disponibile 24 ore su 24 e che saranno ascoltate dagli investigatori in aree d'ascolto protette. Questo per raccogliere segnalazioni, anche anonimamente, dalle donne che hanno il sospetto di aver avuto rapporti sessuali non protetti con il giovane.

L'arrestato, come è noto, è stato fermato dalla sua ultima compagna della provincia di Rimini, sconvolta dalla scoperta dei tradimenti e della malattia, nascosta dal compagno per anni. La ragazza l'ha denunciato - come ha raccontato agli inquirenti - per evitare che potesse far del male ad altre donne. L'uomo è indagato per aver contagiato una delle sue ex partner con l'Hiv e per averne esposto volontariamente al virus altre tre. Le indagini dei carabinieri di Rimini hanno appurato come il giovane, positivo all'Hiv da quando aveva 24 anni, nel 2017 aveva sospeso volontariamente la terapia farmacologica e l'aveva ripresa solo sporadicamente nel 2018, per poi interromperla totalmente, aumentando esponenzialmente il rischio di contagio in caso di rapporti sessuali non protetti. Gli accertamenti dei militari, grazie alla segnalazione dell'ultima convivente dell'uomo, hanno permesso di risalire ad altre tre donne: la fidanzata storica del brasiliano, l'unica contagiata, e due conoscenze più recenti incontrate online. Tutte hanno confermato di aver avuto rapporti con l'indagato e di non essere a conoscenza dello stato di salute dell'uomo.

Il 31enne, difeso dall'avvocato Paolo Pescatori, al momento dell'interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Resta quindi un mistero al momento, se non l'ipotesi della negazione della malattia, il motivo per il quale il ragazzo abbia smesso di curarsi e di usare precauzioni durante i rapporti sessuali.