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Bar e ristoranti del riminese promossi nella raccolta differenziata del vetro

Ottimi risultati della campagna di sensibilizzazione "Ma sei di coccio?" promossa da CoReVe

Attualità Rimini | 16:09 - 12 Novembre 2019 Bottiglie di vetro Bottiglie di vetro.

La buona informazione, si sa, fa la differenza. I primi ad accorgersene sono stati quest'estate i circa 4.000 esercenti di Bar, Alberghi, Ristoranti e Stabilimenti balneari, dei cinque Comuni della costa adriatica della Provincia di Rimini (Rimini, Bellaria, Riccione, Misano e Cattolica), che hanno visto migliorare la qualità della loro raccolta differenziata degli imballaggi in vetro in modo importante nel giro di tre mesi.

Merito della campagna di sensibilizzazione promossa da CoReVe e realizzata, durante l’ultima stagione estiva in collaborazione con Hera spa (il gestore del sevizio) ed Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) intitolata “Ma sei di coccio?”.
La campagna ha visto protagonisti i bar, i ristoranti, le gelaterie e gli stabilimenti balneari. I dati, raccolti dalla società incaricata di monitorare la qualità della raccolta prima, subito dopo e a distanza di tempo dalla conclusione delle attività di formazione ed informazione realizzate, parlano chiaro.

Sull'intera costa la quantità di impurità contenute all'interno delle campane, o degli altri contenitori dedicati al vetro, sono effettivamente diminuite. In particolare, la presenza di oggetti come piatti e tazzine, o frammenti, di ceramica si è ridotta dal 23 al 36%, tra prima e dopo l'attività di sensibilizzazione.
 
“Abbiamo deciso di concentrare la campagna sui pubblici esercizi, in particolare bar e ristoranti, perché è da qui che proviene il 45% del vetro raccolto, ma non solo. Il problema è che, all'interno dei bidoni dedicati alla raccolta differenziata del vetro di questo tipo di locali, c'è una presenza media, a livello nazionale, di frammenti di ceramica conferiti erroneamente nel vetro di circa tre volte superiore a quella che si trova nella raccolta differenziata fatta dalle famiglie – sottolinea Gianni Scotti, presidente di Coreve -. Il che è comprensibile, visto che questi locali maneggiano una grande quantità di ceramica. Ma si tratta di un problema che non potevamo ignorare.
Nel 2018, infatti, il riciclo dei rifiuti d’imballaggio in vetro in Italia ha raggiunto una percentuale record, il 76,3%. Eppure il 13% del materiale raccolto finisce in discarica perché perso, come scarto, nella selezione delle troppe impurità che contaminano il materiale proveniente dalla raccolta. Un'enormità.
Basti pensare che in Europa la media di impurità, nel materiale raccolto, è inferiore al 2%. La nostra priorità, a questo punto, è quella di migliorare la qualità della raccolta ed è per questo che, visti anche gli ottimi risultati della campagna “Ma sei di coccio?” nel Riminese, abbiamo intenzione di estenderla ad altre città italiane”.

IL TEST FATTO NEL CENTRO DI RIMINI A CAPODANNO

A novembre, prima dell'avvio della campagna sulla costa, il tenore di ceramica presente all'interno dei contenitori dedicati ai rifiuti d’imballaggio in vetro, delle 200 attività del centro di Rimini coinvolte, era pari allo 0,85% in peso. Tre mesi più tardi, a febbraio, terminata la campagna di sensibilizzazione lanciata su queste utenze prima delle feste di Natale, un evidente periodo di stress, le percentuali sono scese rispettivamente allo 0,54% per quanto riguarda la ceramica e all'1,58% per le altre impurità.
Registrando una riduzione del 36% circa dei frammenti di ceramica presenti nel materiale raccolto presso Bar e Ristoranti del Centro di Rimini.
 
I DATI DELL’INIZIATIVA SULLA COSTA

Visto il successo del test fatto nel Centro storico di Rimini, Coreve, Hera ed ANCI hanno quindi esteso la campagna pilota all' area costiera, arrivando a coinvolgere 4.000 imprenditori balneari, della ristorazione o titolari di bar, ristoranti e gelaterie. Alle quali gli operatori di Hera spa, incaricati del ritiro del materiale e formati per rilevare e monitorare la presenza di ceramica, hanno consegnato materiali informativi ad hoc, gadget e soprattutto, hanno fornito spiegazioni utili a ridurre gli errori. La ceramica, hanno spiegato agli esercenti coinvolti, è un vero flagello per l’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio in vetro perché fonde a temperature superiori. La selezione della ceramica negli impianti di trattamento, a valle della raccolta, comporta, quando è possibile, enormi perdite: per ogni frammento di ceramica individuato ed allontanato dalle macchine di selezione, se ne perdono quasi 20 di vetro.
La fotografia scattata a maggio, prima dell'avvio della campagna, registrava una presenza di frammenti di ceramica, all'interno dei bidoni del vetro, dell'1,07%, mentre le altre impurità raggiungevano il 2,34%.
A luglio, finita la campagna, le percentuali si erano ridotte rispettivamente del 22,9% e del 28,07%, raggiungendo lo 0,83% per quanto riguarda la ceramica e l'1,68% per gli altri materiali.

“Per essere considerata virtuosa, la raccolta differenziata del vetro, dovrebbe avere una percentuale di impurità totali presenti, in peso, inferiore in media all'1-2% come avviene normalmente in tutti i principali Paesi d’Europa - riassume Massimiliano Avella, responsabile Sviluppo, raccolta e riciclo di Coreve – possiamo dire che, prima della nostra campagna, meno della metà dei gestori della costa riminese poteva ritenersi tale. Ora, invece, questa percentuale supera il 70%. Per completare l'opera bisognerebbe lavorare su settembre, mese particolarmente delicato, a causa del fenomeno dello svuota cantine: i locali stagionali chiudono o ristrutturano e molti materiali inutili finiscono nei contenitori sbagliati”.