Venerd́ 06 Dicembre14:30:02
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

'Porte aperte’ per la Festa di San Martino al castello di Santarcangelo di Romagna

A San Martino il Castello offre le degustazioni dei liquori tipici

Eventi Santarcangelo di Romagna | 09:49 - 09 Novembre 2019 Il castello di Santarcangelo di Romagna Il castello di Santarcangelo di Romagna.

Dal 9 all’11 novembre si tiene uno dei più attesi appuntamenti autunnali della tradizione romagnola, la festa di San Martino, in cui ci si può immergere nella storia, approfittando delle suggestive visite guidate al Castello e scoprite tutti i suoi piccoli e grandi segreti.       

Situato nel cuore generoso della Romagna, terra ricca in passione e memoria, il Castello di Santarcangelo (conosciuto anche come Rocca Malatestiana) è ora pronto a condividere la sua atmosfera carica di suggestioni storiche.
La Rocca Malatestiana accoglie infatti nei suoi differenti ambienti, con arredi e mobili antichi. Porte aperte alla Meraviglia.


A San Martino  il Castello inoltre offre le degustazioni dei liquori tipici: il caffettone romagnolo, il vin brule alle bacche di ginestro, la grappa al miele, la grappa al melograno, il brut  della cantina spalletti. Il Caffettone, in dialetto Cafiton, è una bevanda liquorosa a base di caffè con infusi di erbe, riconosciuta tra i prodotti tipici della Romagna.
Si narra che questa bevanda sia nata nei primi anni ’50 ad opera di un barista che aveva svolto il servizio militare in tempo di guerra in Scozia. Oggi il Caffettone in Romagna non è più molto conosciuto ma rimane sempre presente nella tradizione dei prodotti tipici locali: nei vecchi bar, caffè e circoli, luoghi di incontro tra romagnoli, viene servito nella tradizionale preparazione del “E Cafìton”, anche se la ricetta sta purtroppo lasciando la memoria collettiva.

L’antica ricetta tradizionale rimane ben custodita da chi la sa preparare: tutti provano ad imitarla ma nessuno riesce a riprodurre i sapori ed i profumi unici di quella originale.
La sua preparazione è argomento di conversazione ricorrente tra i romagnoli: alcuni dicono di conoscere tutti gli ingredienti e custodiscono questo segreto, altri ancora hanno pensato addirittura di commercializzarlo, ma con scarso risultato.
Si dice ci sia caffè, erba luisa, zucchero, una scorza di limone e per finire un goccetto di Archibus per correggere il tutto. Si serve caldo, fumante, in brocche di vetro e si beve nei classici bicchieri da vino da locanda.