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Acquista quintali di generi alimentari spacciandosi per un collaboratore di albergo

Sentenza di non luogo a procedere per un 36enne riminese, accusato di truffa verso un'azienda che rifornisce strutture alberghiere

Cronaca Rimini | 07:20 - 10 Novembre 2019 Generi alimentari Generi alimentari.

Non luogo a procedere per un riminese 36enne e pregiudicato, accusato di truffa, che si era impossessato di generi alimentari per 4300 euro. Si è concluso così il processo al Tribunale di Forlì, a causa di una querela tardiva da parte della persona offesa, il legale rappresentante di una ditta cesenate che rifornisce alberghi e ristoranti di prodotti alimentari. I fatti risalgono al 2014. Il 36enne ha contattato la ditta spacciandosi per il collaboratore di un albergo della zona nord di Rimini che aveva da poco cessato la propria attività. Un piano ben congeniato, in primis perché l'uomo aveva trascorsi come rappresentante di una ditta appartenente a una catena di distribuzione alimenti, in secondo luogo perché conosceva bene la titolare dell'albergo, per precedenti rapporti di lavoro; lei gli aveva infatti annunciato la chiusura della propria struttura ricettiva. Il 27 settembre 2014 il 36enne ha atteso all'esterno dell'albergo il corriere della ditta, che effettivamente si era un po' sorpreso nel vedere l'albergo chiuso, ma il suo interlocutore, con abilità, lo aveva convinto che sarebbe stato aperto a breve e che l'ordine serviva proprio per rifornire la cucina. Il 1 ottobre 2014 la truffa si è ripetuta. In questo caso però la consegna è avvenuta in strada: il riminese è stato abile a convincere il corriere a effettuare la consegna non davanti all'albergo (che essendo chiuso avrebbe destato questa volta sospetti), ma in strada, per di più in una stradina laterale, al riparo da occhi indiscreti. Quando poi è stata recapitata la prima fattura all'albergatrice, la donna ha capito che il responsabile poteva essere l'ex dipendente, al quale aveva annunciato in via informale la chiusura dell'albergo. E' stata lei a fare querela, il 3 dicembre del 2014, presso i Carabinieri, seguita il 14 gennaio del 2015 dal legale rappresentante della ditta, che proprio in sede di querela disse di essere venuto a conoscenza della truffa ai primi di ottobre. Tuttavia, in Tribunale, è stata emessa sentenza di non luogo a procedere. Come obiettato dalla difesa, l'avvocato Alvaro Rinaldi, l'albergatrice non aveva diritto di querelare il 36enne: era stata persona danneggiata dal reato, ma non la persona offesa. Il legale rappresentante della ditta truffata aveva invece adito le vie legali qualche giorno dopo il limite dei tre mesi necessari per presentare la querela.