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Decreti sicurezza, anche il riminese si muove per opporsi alle leggi: sabato presidio a Roma

Gli attivisti chiedono più tutele per gli stranieri e un incontro con il nuovo questore

Attualità Rimini | 17:11 - 07 Novembre 2019 Il presidio di fronte all'ufficio immigrazione Il presidio di fronte all'ufficio immigrazione.

Partirà anche da Rimini una delegazione contraria al pacchetto leggi Minniti-Orlando per partecipare a Roma alla mobilitazione nazionale “Aboliamo le leggi sicurezza”. L’impegno all’inclusione e all’accoglienza di un parte del territorio riminese è stata sottolineata anche giovedì mattina con un presidio davanti all’ufficio immigrazione della questura.

«I decreti sicurezza producono solo clandestinità e “insicurezza”», sottolineano gli attivisti riminesi, «sono leggi che vanno a colpire una pluralità di persone del variegato mondo degli esclusi e delle escluse: senza casa, tossicodipendenti, giovani, attivisti e attiviste sociali e in particolare i migranti e i richiedenti asilo, che vivono nel nostro paese, in una condizione di estrema drammaticità. La cancellazione della protezione umanitaria sta producendo e produrrà un aumento delle persone irregolari che, secondo l’ultimo dossier Caritas Migrantes, dalle 150 mila alle 670 mila nel 2020. A Rimini abbiamo riscontrato diversi problemi all’ufficio immigrazione come i lunghissimi tempi di attesa per le procedure di rinnovo del permesso di soggiorno che costringono le persone in un limbo che impedisce l’ottenimento della residenza e l’apertura di un conto corrente bancario, con la conseguente impossibilità di sottoscrivere un contratto di lavoro regolare, il ritiro del cedolino per il rinnovo con il solo preavviso di rifiuto dello stesso rinnovo da parte della commissione territoriale. Per questo ora chiediamo canali di comunicazione più facili tra ufficio e utenti, il rilascio di titoli di viaggio provvisori, tempi di pratiche più celeri, la sospensione di pratiche come la richiesta del domicilio e della residenza per il rinnovo dei permessi, il ritiro del cedolino in assenza di un formale rigetto del rinnovo del PDS. Chiediamo infine un incontro con il nuovo questore di Rimini per chiedere una riorganizzazione del servizio capace di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle cittadine migranti costrette a questi disservizi nonostante il pagamento di bollettini, marche da bollo e molto altro».

Possedere un permesso di soggiorno è per molti «il primo elemento per non cadere nelle filiere della manovalanza a basso costo della malavita organizzata e nelle filiere del lavoro schiavistico che colpiscono anche il nostro territorio e non solo il sud d’Italia. L’unica sicurezza possibile: documenti, case, diritti, libertà di movimento per tutti e tutte!».