Mercoledý 20 Novembre19:28:48
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Volantino antisemita contro l'assessorato alla cultura, la solidarietà di Anpi Rimini

I partigiani della sezione cittadina esprimono il loro sdegno per il gesto di due settimane fa

Attualità Rimini | 14:12 - 07 Novembre 2019 Una manifestazione dell'Anpi di Rimini (foto di repertorio) Una manifestazione dell'Anpi di Rimini (foto di repertorio).

L'associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) sezione di Rimini condanna fermamente il gesto antisemita che è avvenuto qualche giorno fa fuori dall'ufficio dell'assessorato alla cultura del Comune di Rimini, dove una stella di David è stata trovata davanti alla porta dell'ufficio. Un simbolo che pare essere stato creato ad hoc e volontariamente lasciato nel luogo dove vengono progettate le attività di “Educazione alla Memoria”.

 «Gesti di questo tipo vanno sempre condannati nella speranza che non si ripetano mai più. Come sezione siamo orgogliosi di sostenere ogni anno un progetto di tale spessore culturale, essenziale per raccontare ai più giovani le atrocità del nazifascismo. In questo periodo sembra che la memoria storica sia una cosa da dimenticare, che i tempi bui del fascismo non possano più tornare, ed invece vediamo per le strade il crescere giorno dopo giorno di episodi di razzismo, discriminazione, violenza ed intolleranza. La storia e la memoria sono necessarie per conoscere il passato e avere gli strumenti adeguati per comprendere il presente. Come scrisse Primo Levi: "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre"».

L’attività di educazione alla memoria, creata dall'amministrazione comunale nel 1964, coinvolge ogni anno oltre 220 studenti delle scuole superiori di Rimini. In questo anno scolastico, dal titolo “La lingua dell'odio e del mito del superuomo. Pratiche e linguaggi di violenza totalitaria nella Germania nazista e nell'Italia fascista”, si propone di approfondire le pratiche di costruzione e diffusione di una cultura segnata dall’odio, dal disprezzo, dal mito della superiorità e della razza durante il nazionalsocialismo e il fascismo italiano. Al termine della serie di lezioni, un gruppo di studenti e studentesse appartenenti a tutti gli istituti scolastici coinvolti prenderà parte ad un viaggio studio presso un campo di concentramento, «un'esperienza che fa ulteriormente comprendere ai ragazzi le atrocità che ha commesso il nazifascismo».