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Su il sipario al teatro Pazzini di Verucchio, sul palco Sara Marconi

Sabato 9 novembre "Bambole – perché sinceramente io non ho capito – primo studio"

Eventi Verucchio | 11:41 - 07 Novembre 2019 Sara Marconi Sara Marconi.

Sabato 9 novembre 2019 (ore 21,15) debutto ufficiale della nuova stagione 19/20 del Teatro Pazzini di Verucchio. A salire per la prima volta sul palcoscenico romagnolo sarà “BAMBOLE – perché sinceramente io non ho capito – primo studio” ispirato a Lettera di Bambola di Barbara Nativi della compagnia D.A.R.T.E. Teatro – Donne Audaci Raccontano Teatro di Empowerment. In scena Sara Marconi, vincitrice della seconda edizione del Premio Nazionale Bianca Maria Pirazzoli (sezione Attrici) premiata proprio al Pazzini durante la serata finale del concorso. Con lei Emanuela Caruso e Gaia Carmagnani, regia di Alessandra Mattei, consulenza drammaturgica Tobia Rossi, impianto scenografico di Andrea Anselmini, effetti audio Norma Valsecchi e Gabriele Marcandelli e costumi Atelier Post Scriptum di Stefania Pelucchi.

La struggente lettera di Barbara Nativi raccontata attraverso un talk show. Cosa succede alla parola visionaria e palpitante di un testo poetico quando viene scagliata nell’odierno tritacarne mediatico, inghiottita dall’universo televisivo di oggi, dove ogni parola è svuotata di senso, ogni traccia di complessità nascosta sotto la sabbia, ogni ruga piallata, ogni diversità conformata a un modello? Il mondo dei giocattoli e della cameretta dei bambini, simboli splendidamente usati dalla Nativi e prima ancora da Andersen, alla cui favola l’opera si ispira, diventa qui il mondo della tivù del dolore e dei suoi grotteschi abitanti, cristallizzati in un sorriso inerme, così come la ballerina e il soldatino originari sono intrappolati nelle loro immobili posizioni. Tre personaggi femminili celano dentro di sé la storia di un amore infelice, tre storie diverse e uguali, tre creature che – nonostante vivano lo stesso dramma – non riescono a condividerlo tra loro e quindi a sublimarlo o esorcizzarlo proprio perché il crudele gioco di ruolo del “varietà emotivo televisivo” le ha messe l’una contro l’altra. Ma accade qualcosa, scatta un corto circuito e a un certo punto la superficie della maschera si crepa. Riuscirà la persona ad avere la meglio sul personaggio, la sostanza sulla forma? Lettera di bambola rivive in questa epica e disperata lotta per la vita.