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A trent'anni dalla morte dello sceneggiatore Brunello Rondi il figlio accusa: "Fellini non fu corretto con lui"

Umberto lancia così la proposta di una campagna internazionale contro i soprusi artistici

Attualità Rimini | 18:24 - 06 Novembre 2019 Brunello Rondi di fianco a Federico Fellini in una foto di Arturo Zavattini Brunello Rondi di fianco a Federico Fellini in una foto di Arturo Zavattini.

C'è anche un Federico Fellini che forse non ti aspetti. È quello visto con gli occhi di Umberto Rondi, figlio del grande artista Brunello che assieme al grande regista riminese scrisse alcuni dei più celebri copioni del cinema italiano quali “La dolce vita” e “8½”, morto il 7 novembre di 30 anni fa e vittima, secondo il figlio, di «soprusi letterari e artistici» su cui l’erede ambisce a creare un movimento internazionale.

Proprio mentre fioriscono libri studi e tesi di laurea sul molteplice talento espressivo di Rondi infatti, Umberto denuncia con amarezza il rapporto a tratti difficile che Fellini instaurò con il padre: «Fellini si comportò in diverse occasioni molto male con mio padre sul piano della correttezza autoriale, e come scrisse mio zio Gian Luigi parlando del fratello, “l’hanno tradito tutti, a cominciare da Fellini. Le idee che gli ha portato, e lui quasi a trattarlo da ‘’negro’’, tenendolo tanto spesso nell’anonimato, egoista geloso"».

Per questo il figlio Rondi ha deciso, a trent’anni dalla morte del talentuoso padre, di lanciare in tutto il mondo a partire dal prossimo anno la campagna #withmetoo (‘’anche con me’)’, e cioè “ci ho lavorato anche io” parafrasando il noto movimento che ha denunciato i molestatori sessuali, o in alternativa #itsmine (“è mio”), affinché sorga un movimento internazionale di scrittori, artisti e di qualunque altra categoria i cui talenti rischiano o sono sopraffatti da personalità più in vista e più potenti di loro. «Lo farò a cominciare proprio dalla storia, per altri aspetti magnifica di mio padre e Fellini: due geni, di cui però uno era spesso anche un vampiro, simpatico e seducente, certo, ma spesso un vampiro. Bisogna evitare che capiti ancora a chiunque di venire trattato in questo modo».

«Mio padre era capace di spaziare con grande talento dal cinema al teatro, dalla musica alla poesia dalla filosofia al giornalismo. Fu coautore di alcuni dei più celebri copioni della storia del cinema italiano e mondiale, tanto che ricevette anche due nomination all’Oscar come migliore sceneggiatore, collaborò anche con Roberto Rossellini che lo definì ‘’un genio’’ e diresse film oggi di culto come ‘’Il demonio’’. Scrisse inoltre saggi pionieristici sul neorealismo italiano come sul teatro e la musica moderni.  Brunello fu molto apprezzato dallo stesso Fellini, che lo volle in più occasioni presente anche sul set oltre che nella fase precedente del soggetto e della sceneggiatura per il talento straordinario che rivelava Rondi di improvvisatore  di dialoghi e spunti narrativi».

Brunello Rondi lascia molte opere inedite tra cui una sceneggiatura sul beato padre Charles de Foucauld e una sullo scopritore casuale della cascate più alte del mondo, Jimmy Angel. Umberto è giornalista e già collaboratore di Sergio Zavoli.