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Il cambiamento climatico presenta il conto: l'allarme della Green economy da Rimini

Secondo gli Stati generali potrebbe diventare una seria minaccia per lo sviluppo economico globale

Attualità Rimini | 13:21 - 06 Novembre 2019 Gli stati generali della Green economy su clima e green new deal all'Ecomondo di Rimini Gli stati generali della Green economy su clima e green new deal all'Ecomondo di Rimini.

Sono circa 143 milioni le persone delle aree più povere del mondo che potrebbero diventare nuovi migranti climatici, cui si devono aggiungere le migrazioni interne dovute a eventi estremi come inondazioni o cicloni che ha riguardato oltre 24 milioni di persone già nel 2016. La desertificazione colpisce in 100 paesi circa 1 miliardo di persone; il 25 per cento della popolazione mondiale rischia di non avere acqua a sufficienza e si conteranno entro il 2030 ulteriori 250 mila morti l’anno per malnutrizione, malaria e ondate di calore. L’allarme viene lanciato nel pieno svolgimento di Ecomondo a Rimini fiera, uno dei saloni sul tema ambientale e aziendale più grandi e prestigiosi al mondo.

«Il tempo stringe», sottolinea Edo Ronchi, membro del consiglio nazionale della Green Economy, «dobbiamo aumentare il passo insieme al gruppo dei paesi più responsabili, accelerando lo sviluppo di una economia verde con emissioni nette azzerate al 2050. Il successo e la competitività della politica contro le emissioni da carbone (come l’India, ndc) spingerà anche i paesi riottosi e arretrati a inseguire e adeguarsi».

La crisi climatica si sta aggravando e nonostante l’accordo di Parigi il pianeta sta marciando verso i 3°C di aumento della temperatura entro fine secolo: un livello di riscaldamento pericoloso e dalle conseguenze sconvolgenti i cui costi per il 75-80 per cento saranno sopportati dai paesi in via di sviluppo.

A livello mondiale tutti i rischi del cambiamento climatico, che nel 2017 hanno causato 712 eventi meteorologici estremi con perdite economiche per 326 miliardi di dollari, sono contenuti nella “Relazione sullo stato della green economy 2019”, documento centrale illustrato in occasione della sessione plenaria internazionale “Clima e Green New Deal: un patto tra imprese e governi” che si concludono oggi a Rimini Fiera. Tra le altre cose, la Relazione illustra come il sistema energetico mondiale, basato sui combustibili fossili, stia cambiando troppo lentamente: il consumo di energia, infatti, è cresciuto del 2,9 per cento, il massimo dal 2010 ed è stato soddisfatto per lo più dall’utilizzo di combustibili fossili, in particolare il consumo di petrolio è cresciuto dell’1,5 per cento e quello di carbone dell’1,4 per cento. Anche lo sviluppo delle fonti rinnovabili è troppo lento: nel 2018 hanno fornito solo il 26 per cento dell’elettricità globale e soddisfatto solo il 10 per cento della domanda di raffreddamento e riscaldamento. La penetrazione delle rinnovabili nei trasporti è ancora marginale: il 3,3 per cento nel 2018.