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Sciopero dei benzinai di tutta Italia dalle 6 di mercoledì alle 6 di venerdì 8 novembre

La categoria protesta contro i silenzi del Governo e del Mise sugli adempimenti e aggravi degli ultimi anni

Attualità Nazionale | 19:30 - 05 Novembre 2019 Foto da internet Foto da internet.

Mercoledì 6 e giovedì 7 novembre i benzinai di tutta Italia  scioperano contro «disinteresse, superficialità, latitanza e silenzio assordante» di Governo e Mise (ministero dello sviluppo economico), nonostante l'annuncio anticipato di qualche settimana fa a firma delle categorie di rappresentanza (Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio).

Lo sciopero riguarderà strade e autostrade e anche i distributori self service e i servizi notturni. Sono garantiti i rifornimenti lungo l'autostrada A14 nei distributori

Autostrada
Direzione
Area di servizio
A1
da Milano a Napoli
Arda Ovest
A1
da Milano a Napoli
Cantagallo Ovest
A1
da Napoli a Milano
Cantagallo Est
A1
da Napoli a Milano
Arda Est
A13
da Bologna a Padova
Castel Bentivoglio Est
A13
da Padova a Bologna
Castel Bentivoglio Ovest
A14
da Bologna a Taranto
La Pioppa Ovest
A14
da Bologna a Taranto
Santerno Ovest
A14
da Bologna a Taranto
Montefeltro Ovest
A14
da Taranto a Bologna
Bevano Est
A14
da Taranto a Bologna
Sillaro Est
A15
da Parma a La Spezia
Medesano Ovest
A15
da La Spezia a Parma
Tugo Est
A22
da Modena a Brennero
Campogalliano Est




Dalla nota congiunta:


Il silenzio del Governo è un grave atto di irresponsabilità verso i gestori ma anche verso i cittadini, che saranno chiamati a pagare il conto di una politica governativa sempre più orientata ad assumere provvedimenti di impatto mediatico anziché soluzioni per le categorie produttive.
Il Governo sceglie di marginalizzare la nostra categoria anche attraverso la moltiplicazione di adempimenti fiscali tanto inutili quanto dispendiosi, senza avere il coraggio di mettere le mani in quella illegittima giungla contrattuale della quale si avvantaggiano solo soggetti che continuano a tenere in ostaggio un settore che contribuisce con circa 40 miliardi/anno al bilancio dello Stato.

La protesta va avanti: vogliamo invertire la rotta su provvedimenti quali la fatturazione elettronica, l’introduzione degli ISA, che risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti, i Registratori di cassa telematici per fatturati di 2 mila €/anno, l'introduzione di Documenti di trasporto (Das) e modalità di registrazione giornaliera, in formato elettronico, da digitalizzare a mano. Tutti adempimenti inutili fatti per scaricare sull’ultimo anello della filiera, il più debole,  oneri  e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali.