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"Firmo quindi sono", la battaglia del riminese Simone Parma ancora in attesa di una legge

Si batteva per i diritti di chi, come lui, ha una disabilità fisica che impedisce l'uso delle mani per firmare i documenti

Attualità Rimini | 11:45 - 02 Novembre 2019 Simone Parma Simone Parma.

Il 4 novembre 2015 ci lasciava a 37 anni Simone Parma, riminese affetto da distrofia muscolare e promotore della campagna “Firmo quindi sono”.
“Sono passati quattro anni da quella dolorosa data che ci ha separati da Simone, il nostro amatissimo ed esemplare guerriero. Una malattia impietosa che lo ha strappato a quella vita che tanto amava e per la quale aveva lottato per anni con coraggio e determinazione”. 

Così lo ricorda la madre Grazia ma anche tutti quello che lo hanno conosciuto. Simone sarà ricordato in una S. Messa celebrata sabato 9 novembre alle 18 alla chiesa di Santa Maria Vergine a Viserba Monte. 

Simone si batteva per i diritti di tutte le persone che, come lui, avevano una disabilità fisica che gli impediva l'uso delle mani per apporre la propria firma sui documenti.  A seguito di un episodio ingiusto e penalizzante che aveva vissuto in prima persona in un ufficio pubblico e consapevole del buco legislativo inerente l'impossibilità a firmare per i disabili motori, nel 2014 Simone ha lanciato una battaglia di civiltà che ha chiamato “Firmo quindi sono”.

“Simone era perfettamente in grado di intendere e volere e desiderava partecipare attivamente alla vita sociale senza essere costretto a delegare qualcun altro a rappresentarlo nelle azioni burocratiche. Firmare è un diritto sacrosanto che richiede una legge dedicata”, ricorda Grazia. 

Simone ha progettato un logo, simbolo della libertà che desiderava, ha aperto una pagina Facebook dedicata, ha coinvolto le associazioni UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e Luca Coscioni, l'opinione pubblica, giornalisti e politici locali e nazionali. 

Dopo la sua scomparsa, “Firmo quindi sono“ ha varcato le soglie di Palazzo Chigi dove ha trovato il sostegno e l'impegno dei funzionari dell’Agenzia per l’Italia Digitale e dei parlamentari dei governi che si sono succeduti.  La stessa Agid nel 2017 ha ufficialmente sollecitato le pubbliche amministrazioni a rimuovere gli ostacoli alla piena realizzazione dell'amministrazione digitale. Serve però una vera legge, e purtroppo chi ha provato a far partire il percorso si è scontrato con i continui cambi di governo.

“Il nostro Parlamento vanta una miriade di cambiamenti delle cariche politiche che ostacolano e rallentano la presentazione di un emendamento che aspetta soltanto di essere inserito in un provvedimento da fare approvare a Camera e Senato – spiega Grazia – Legislazione e tecnologia devono essere di aiuto per riconoscere e superare le limitazioni fisiche, le parole non sono sufficienti e bisogna agire in fretta. Occorre emanare una legge per garantire il diritto alla firma negato a tutte le persone con disabilità fisiche che vedono costantemente calpestata la loro dignità”.