Mercoledý 20 Novembre19:15:39
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Rimini, al Teatro Galli Maria Paiato in "Madre Courage"

Da martedì 5 a giovedì 7 in scena una delle più famose opere di Bertold Brecht

Eventi Rimini | 10:55 - 02 Novembre 2019 "Madre Courage" - Foto di Fabio Ruggiero "Madre Courage" - Foto di Fabio Ruggiero.

Un classico di eterna attualità portato in scena da una tra le più apprezzate interpreti del teatro italiano, per uno spettacolo visionario in cui parola, corpo e musica si fondono per ritrarre un’umanità dolente che assomiglia molto a quella che abita il nostro presente. Maria Paiato diretta da Paolo Coletta è la protagonista della nuova versione del capolavoro di Bertold Brecht  Madre Courage e i suoi figli, al Teatro Galli di Rimini martedì 5, mercoledì 6, giovedì 7 novembre (ore 21, turni ABC). 

 

Scritta nel 1938, un anno prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, quando il drammaturgo tedesco era già in esilio dopo aver abbandonato la Germania nazista, Madre Courage e i suoi figli è un’opera di denuncia degli orrori della guerra dei Trent'anni. Il dramma si sviluppa, tra contraddizioni e antinomie, attraverso il personaggio principale, Anna Fierling, vivandiera al seguito dell'esercito e madre di tre figli che cerca a suo modo di proteggere, pur occupandosi con scaltrezza di fare affari coi soldati vendendo le sue mercanzie. Anna perderà i suoi figli inesorabilmente uno dopo l’altro, ma nonostante il dolore per questo lutto, continuerà ostinatamente a maledire la pace e a credere che non tutto sia perduto per il suo commercio e la sua sopravvivenza economica. L’identità femminile in Courage si scardina dai modelli, dal dover corrispondere ad aspettative già prestabilite, dall’obbligo di una responsabilità materna infinita ed “eterna”, aprendosi alla possibilità di una figura diversa, forse sospesa sulla soglia tra bene e male, e, in questo senso, forse incompiuta.

 

Brecht compone un’opera definitiva sulle guerre di tutti i tempi: Courage si muove in un mondo che già non c’è più, eppure i riti sociali (il conflitto, il potere, il commercio) rimangono e si rinnovano. “In una nota del ’49 – ricorda Paolo Coletta nelle note di regia - alla vigilia di una storica messinscena di Berlino, Brecht precisa i punti essenziali che una rappresentazione di Madre Courage deve mettere in luce: Che in una guerra non sono i piccoli che fanno i grossi affari. Che la guerra - che non è altro che un tipo di commercio ma con altri mezzi - trasforma tutte le virtù umane in una forza di morte anche in chi le possiede. Che nessun sacrificio è troppo grande per combatterla comunque. In quella stessa occasione aggiunse: Se Madre Courage non ricava nessun insegnamento da ciò che le succede, penso che il pubblico, invece, può imparare qualcosa osservandola. La dichiarazione di Brecht è ancora attuale. Lo stato di guerra è uno dei pilastri su cui il Potere, dalla notte dei tempi, fonda la sua stessa ragion d’essere. E al mantenimento di questa eterna macchina da guerra partecipiamo tutti, volenti o nolenti”.